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IL QUARTETTO OLTRE I PRIMI 150 ANNI

chisiamo

Il Quartetto, dopo 152 di vita, è il frutto dell’evoluzione del Quartetto fondato nel 1864 da Arrigo Boito e Tito Ricordi per «Incoraggiare e diffondere il culto della buona musica con pubblici e privati concerti, particolarmente nel genere del Quartetto e della Sinfonia».

Un’evoluzione innovativa ma attenta alla tradizione, pur con la consapevolezza di doversi adeguare al mutato contesto in cui il Quartetto si trova ora ad operare.

Di quei tempi il Quartetto certo conserva la sua tradizione di assoluta eccellenza degli interpreti: un rapido sguardo ai musicisti ospiti in questa prima parte del nuovo millennio conferma che essi sono fra i pochi eredi dei mitici von Bülow, Rubinstein, Busoni, Paderewski, Rachmaninov, Schnabel, Horowitz, Backhaus, Cortot, Gieseking, Serkin, Lipatti, Joachim, Milstein, Heifetz, Casals, Toscanini, Richard Strauss e dei molti altri il nostro archivio storico ricorda.

L’innovazione sta soprattutto nella riapertura del Quartetto al pubblico di tutta la città, legittimando così il rovesciamento di una caratteristica spesso attribuita al Quartetto che non rappresenta più “un privilegio per pochi”, ma “un privilegio per tutti”: dal 2002 chiunque, anche non Socio, può accedere ai concerti del Quartetto.

L’innovazione sta anche nelle collaborazioni con altri enti, dal Comune, partecipante fondamentale del progetto – ancora unico in Italia – di esecuzione integrale delle Cantate di Bach, realizzato tra il 1994 e il 2004, che nel 1997 ha ricevuto il Premio Abbiati, al Teatro alla Scala, con l’ospitalità alle massime orchestre europee con i più prestigiosi direttori mondiali (basterà ricordare, nel maggio 1993, il ritorno – dopo il lontano concerto al Quartetto nel maggio del 1900 – dei Berliner Philharmoniker diretti da Claudio Abbado), con l’integrale dei quartetti e dei concerti per pianoforte di Beethoven e col ciclo dei “Grandi pianisti alla Scala”.

Il seme per la riapertura gettato nel 1985, con l’ormai storica esecuzione della Passione secondo Matteo affidata ai complessi del Concertgebouw Amsterdam diretti da Nikolaus Harnoncourt, mescolando nei due concerti i Soci del Quartetto al pubblico cittadino ha ben fruttificato.

E il Comune di Milano ne ha dato atto conferendo al Quartetto, in occasione dei suoi 150 anni, l’Ambrogino d’oro, la massima onorificenza cittadina.

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on maggio 11 | by

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