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I CONCERTI DEL QUARTETTO

Nel corso degli anni, la limitazione dell’accesso ai concerti ai soli Soci aveva impedito un salutare ricambio del corpo associativo, che d’altra parte si contraeva sempre più in corrispondenza al mutato contesto sociale: la progressiva decadenza, anche sul piano culturale, della grande borghesia imprenditoriale e professionale e della nobiltà, nel cui ambito era nato nel 1864 il Quartetto e ne aveva consentito la prosperità e la totale autosufficienza economica per oltre cent’anni, rendeva indispensabile una trasformazione del Quartetto, aprendolo a tutto il pubblico cittadino, seguendo, del resto, l’indicazione programmatica dello statuto del 1864, abbandonata dopo qualche decennio in conseguenza del notevole numero dei Soci.

La Passione secondo Matteo eseguita in Santa Maria della Passione dai complessi del Concertgebouw di Amsterdam diretti da Nikolaus Harnoncourt in due serate nell’aprile 1985, mescolando i Soci del Quartetto al pubblico cittadino, è senz’altro il seme dal quale è nata la riapertura del Quartetto.

Il seme ha cominciato a fruttificare cinque anni dopo, nel 1990, quando la Società del Quartetto dava vita ad una nuova associazione, “I Concerti del Quartetto”, col compito di realizzare iniziative musicali integrative della sua stagione consueta, ma aperte a tutto il pubblico.

SocietaQuartettoMilano_01Già il concerto inaugurale dell’ottobre 1990, al Teatro alla Scala, col Deutsches Requiem di Brahms nella antitradizionale interpretazione di Sir John Eliot Gardiner col Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists presentava le caratteristiche che hanno segnato, talora in alternativa, talora in concomitanza, l’attività della nuova associazione nei 14 anni di sua vita: musica sacra e concerti dei massimi direttori con le più celebri orchestre europee (ospitati dal Teatro alla Scala, che, visto il successo anche economico de I Concerti del Quartetto, col concerto di Claudio Abbado con i Berliner Philharmoniker del febbraio 1993 chiedeva di divenirne coproduttore) e programmi ciclici, sempre col sostegno di sponsor (altra novità per il Quartetto).

Spiccano, nei concerti scaligeri, i grandi avvenimenti sinfonici, con molti dei massimi direttori d’orchestra del mondo: sul podio, oltre al citato concerto di Claudio Abbado con i Berliner Philharmoniker, Riccardo Chailly, due volte ospite con il Concertgebouw Amsterdam, Pierre Boulez con l’Ensemble InterContemporain e la Deutsche Kammerphilharmonie, Sir Georg Solti, Sir Colin Davis e Mstislav Rostropovich con la London Symphony Orchestra, ancora Sir John Eliot Gardiner con l’Orchestre Revolutionnaire et Romantique e il Monteverdi Choir, Valery Gergiev con l’Orchestra del Teatro Mariinskij – Opera Kirov, protagonisti anche del festival Notti Bianche a Milano al centro della stagione invernale milanese del 1998, Lorin Maazel con l’Orchestra Bayerischer Rundfunk, Semyon Bychkov con l’Orchestra Filarmonica della Scala, Giuseppe Sinopoli con la Sächsische Staatskapelle Dresden.

La Scala è stata altresì la sede prevalente per l’attività cameristica, integrativa di quella della Società del Quartetto: memorabile l’integrale dei Quartetti di Beethoven eseguita dal Quartetto di Tokyo nell’autunno 1993 e, nella stagione del nuovo millennio, la serie dei “Grandi Pianisti alla Scala” (Alfred Brendel, Radu Lupu, Murray Perahia, Maurizio Pollini e András Schiff), preceduta dai concerti di Sviatoslav Richter (in Conservatorio), anticipata negli anni precedenti dai concerti di Sviatoslav Richter (in Conservatorio) e Murray Perahia ed idealmente conclusa nel giugno 2001 da Krystian Zimerman con un recital per la riapertura del Teatro Dal Verme dedicato a Sergio Dragoni, promotore del suo recupero quale auditorium, indimenticabile amico della musica e dei musicisti, presidente del Conservatorio per un decennio negli anni ‘60/‘70 e a lungo esponente di rilievo nel “Quartetto”.

La Scala ha pure ospitato. col concerto del Kronos Quartet, la “prima” mondiale di un quartetto commissionato ad Azio Corghi e dedicato ad Alfredo Amman, che per molti anni, da ultimo quale Presidente, ha sostanzialmente gestito il Quartetto con la fiducia del Consiglio.

Un’altra importante integrale beethoveniana è stata quella dei concerti per pianoforte interpretati da Alfred Brendel e la Tonhalle-Orchester di Zurigo diretta da David Zinman, prevalentemente ospitata alla Scala.

L’attenzione alla musica sacra, già presente nel concerto di esordio dell’autunno 1990, ha segnato un altro importante filone di attività. Dapprima nel repertorio sinfonico-corale dal Rinascimento al Romanticismo, ospitato nella Basilica di San Marco: dal Vespro della Beata Vergine, affidato a John Eliot Gardiner con i suoi Monteverdi Choir and Orchestra, alla Creazione di Haydn nell’esecuzione di Frans Brüggen con l’Orchestra del Settecento, all’Elias di Mendelssohn diretto da Gianandrea Gavazzeni, musicista molto caro al pubblico milanese ed illustre Presidente della Società del Quartetto. Nel marzo 1995 il Quartetto Kuijken ha evocato il clima dell’esecuzione originale delle Ultime sette parole di Haydn con l’intervento dell’attore Omero Antonutti e col commento di Monsignor Gianfranco Ravasi.

Il culmine di attenzione alla musica sacra è stato toccato col monumentale progetto di esecuzione integrale delle Cantate (sacre e profane) di Johann Sebastian Bach, impresa non mai realizzata in Italia e all’avanguardia anche in Europa e nel mondo intero, avviato dal 1994 di concerto col Comune di Milano.

Il progetto, preannunciato da una singolare Long March per Bach offerta da Frans Brüggen con la sua Orchestra del Settecento, si è articolato in due cicli annuali di concerti e nel suo decennale percorso ha incrociato nella programmazione un itinerario storico-musicologico ispirato alla cronologia di composizione di questo mirabile opus e un criterio tematico incentrato sulle occasioni liturgiche alle quali le Cantate erano originariamente destinate.

Le Settimane Bach, che nel 1998 hanno ricevuto il prestigioso Premio Abbiati dall’Associazione dei Critici musicali per la migliore iniziativa musicale, si sono via via arricchite di iniziative culturali dedicate all’arte, alle idee, al contesto storico, spirituale e religioso, alla civiltà in genere dell’epoca di Bach, con la pubblicazione tra l’altro di due volumi dell’opera editoriale Il mondo delle Cantate di Bach, curata da Christoph Wolff e Ton Koopman, e hanno esteso la loro programmazione alla presentazione di altri capolavori vocali e strumentali di Bach, dando stabilità annuale, con l’incoraggiamento del Comune di Milano, all’Oratorio di Natale.

L’autunno 2004 ha visto la conclusione dell’esecuzione integrale delle Cantate, al quale sono stati chiamati a prender parte tutti gli interpreti d’oggi – italiani, europei, mondiali – che si dedicano alle opere vocali del sommo Thomaskantor, affinché nell’integrale fosse rappresentato il più ampio ventaglio di concezioni interpretative. Il progetto si è così articolato in 92 concerti, con la partecipazione di 37 orchestre provenienti anche da America e Asia, 32 cori, 40 direttori, 183 solisti vocali. Il progetto, imponente anche sotto il profilo economico, è stato reso possibile, oltre che dal contributo del Comune di Milano, da quello ugualmente determinante della Fondazione CARIPLO, dai contributi della Unione Europea, della Regione Lombardia e della Provincia di Milano, dal contributo dei Soci Sostenitori e dagli sponsor che, con diverso grado di stabilità, hanno sostenuto il progetto lungo tutto il suo percorso.

Le Settimane Bach, che hanno una forte e stabile presenza nel panorama musicale cittadino di ampia notorietà internazionale, sono proseguite oltre le Cantate, e dalla stagione 2004/05 sono divenute, anche diversamente denominate di volta in volta in relazione al loro programma, parte integrante del cartellone stagionale della Società del Quartetto, con programmi che, muovendo da Bach, si sono estesi alla musica che lo ho preceduto e seguito in tutta Europa, per una più approfondita conoscenza della sua determinante importanza nella musica e nella cultura europea.

SocietaQuartettoMilano_MusicaePoesiaNell’autunno del 1998, infine, I Concerti del Quartetto sono stati incaricati dal Comune di Milano di realizzare Musica e poesia a San Maurizio, la storica e prestigiosa rassegna di musica antica creata da Sandro Boccardi, ed è proseguita fino al 2010, quando il Comune di Milano ne decise l’interruzione.
Nel 2003 il seme del 1985 aveva prodotto il suo frutto: da quella stagione, la Società del Quartetto apriva a tutto il pubblico milanese la sua stagione ordinaria, non più riservata ai soli Soci. I Concerti del Quartetto avevano così raggiunto l’obiettivo per il quale nel 1990 erano nati, e nei primi mesi del 2004 venivano incorporati nella Società del Quartetto, che ne proseguiva l’attività.
Da allora, il motto che aveva accompagnato negli anni la Società del Quartetto, “un privilegio per pochi”, poteva rovesciarsi: “il Quartetto: un privilegio per tutti”.

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on maggio 17 | by

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