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CONCORSO NAZIONALE PER QUARTETTI D’ARCHI SERGIO DRAGONI

Quartetto Italiano

 

 

 

 

 

 

 

 

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Prima edizione
dedicata a Elisa Pegreffi

29-31 maggio 2019
Casa Verdi, piazza Buonarroti 29

 

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Comitato d’onore
Mario Borciani
Ilaria Borletti Buitoni | presidente Borletti Buitoni Trust, UK
Alfred Brendel
Michele dall’Ongaro | presidente-sovrintendente
Accademia nazionale di Santa Cecilia
Lawrence Dutton | Quartetto Emerson
Carlo Fontana | presidente AGIS
Cristina Frosini | direttore Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano
Alain Meunier | direttore artistico Scuola di Musica di Fiesole e Concorso e Festival Quatuors di Bordeaux
Maurizio Pollini
Bruno Ruozi | presidente Casa di Riposo per Musicisti
Fondazione “Giuseppe Verdi”
Paolo Salvelli | presidente Fondazione Walter Stauffer, Cremona

Direttore artistico
Simone Gramaglia | direttore artistico Associazione Le Dimore del Quartetto, Quartetto di Cremona

Giuria
Paolo Arcà presidente | direttore artistico
Società del Quartetto di Milano
Enrico Bronzi | Trio di Parma
Miguel Da Silva | Quartetto Ysaÿe
Francesca Dego | violino
Cristiano Gualco | Quartetto di Cremona

La composizione commissionata a Silvia Colasanti per il Concorso è dedicata a Sergio Dragoni

 

Milano è stata fondamentale per la nascita e i primi sviluppi della musica da camera, anche nella forma del Quartetto d’archi, grazie ad un grande musicista del ‘700, Giovanni Battista Sammartini.
Non a caso a Milano nacque, nel 1864, una delle prime Società del Quartetto italiane, che – nell’indicare quale scopo statutario la diffusione del culto della “buona musica” – si riferiva particolarmente al genere del Quartetto, dal quale prendeva il nome.
Sul palcoscenico della Società del Quartetto si sono alternati tutti i grandi Quartetti dell’800 e del ‘900, con frequenti esecuzioni delle integrali dei Quartetti di Beethoven.
E ancora a Milano, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, si affermò quello che in breve tempo divenne uno dei massimi Quartetti del secolo scorso, il Quartetto Italiano, attivo dal 1945 al 1980, frequentissimo ospite delle stagioni della Società del Quartetto di Milano.
L’esempio del Quartetto Italiano non produsse però un importante seguito in Italia, anzi da allora scemò la nascita di giovani quartetti o comunque la loro crescita.
Pochi sono i Quartetti italiani da allora affermatisi sulla ribalta internazionale.
Si pensi che nelle prime otto edizioni del Concorso internazionale Paolo Borciani di Reggio Emilia v’erano solo otto quartetti italiani (una media di uno per Concorso!) e nessuno di loro è stato premiato; nell’edizione 2017, invece, quattro su nove Quartetti ammessi erano italiani, due sono stati finalisti e uno ha vinto il 3° premio (il 1° non è stato concesso), oltre al premio speciale e quello del pubblico.

È il risultato della fioritura di giovani Quartetti d’archi verificatasi in questi ultimi anni, grazie anche all’attività dell’Associazione Le Dimore del Quartetto (che collabora al Concorso con l’alloggio gratuito dei Quartetti in Dimore Storiche nei giorni precedenti il Concorso e durante il Concorso), che ha per scopo di favorire la formazione dei giovani Quartetti, consentendo loro di essere ospitati per brevi periodi di studio nelle Dimore Storiche di cui è ricca l’Italia, per lo più aderenti all’ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane – seguiti da un concerto nella Dimora ospitante. Abbiamo così deciso di onorare la nostra storica denominazione, risalente al 1864, con un Concorso riservato a giovani Quartetti d’Archi italiani.
Il Concorso è intitolato a Sergio Dragoni, indimenticabile protagonista della vita musicale milanese nella seconda metà del secolo scorso, e la sua prima edizione è dedicata ad Elisa Pegreffi, indimenticabile violinista del grande Quartetto Italiano,ospitata negli ultimi anni della sua vita in Casa Verdi, ove si terrà appunto il Concorso, che darà una fattiva collaborazione al Concorso stesso. Sarà anche un’ottima occasione per diffondere la conoscenza di un monumento e di un’istituzione che onorano la città di Milano e l’Italia tutta, unica al mondo.

La Società del Quartetto di Milano

Nata nel 1864, per iniziativa di Arrigo Boito (ecco un legame con Verdi!), Tito Ricordi (altro legame con Verdi!) e altri «cultori della buona musica per «Incoraggiare e diffondere il culto della buona musica con pubblici e privati concerti, particolarmente nel genere del Quartetto e della Sinfonia», la Società del Quartetto era un’iniziativa controcorrente, in tempi nei quali Verdi (ancora Lui!) affermava che «L’arte nostra non è l’istrumentale», pur componendo un Quartetto che è sempre nei programmi dei maggiori Quartetti mondiali.
Nei 154 anni di attività il Quartetto ha conservato, nella serie tradizionale di concerti ospitata nel Conservatorio G. Verdi (sempre Lui!), la tradizionale altissima qualità dei concertisti ospitati, con una stagione che altri definiscono ancor oggi “senza pari” in Italia.
Ma il Quartetto non vive nel passato e nelle sue glorie e, in questi anni, si dedica ad estendere il pubblico musicale oltre i suoi Soci e i frequentatori abituali delle varie stagioni musicali, accostando, anche in luoghi meno severi e più periferici del Conservatorio, con prezzi di accesso anche meno che simbolici ed orari anche pomeridiani, giovani, anziani, comunità straniere, eccetera.
L’esperienza del Premio Dragoni, 18 concerti dei vincitori del Premio del Conservatorio tenuti in Casa Verdi (sempre Verdi!), con biglietto a 2 euro, sempre con pubblico straripante, è un esempio che vogliamo seguire.
Lo sforzo, anche economico, è rilevante, ma se vogliamo che la “buona musica” abbia un futuro, dobbiamo portarla a chi può esserne attratto e non attendere che venga da noi. Il Quartetto si dedica anche alla formazione e crescita dei giovani musicisti; e il Concorso che qui presentiamo, la cui prima edizione è dedicata ad Elisa Pegreffi, indimenticabile violino del Quartetto Italiano (qui sopra con gli altri membri del Quartetto, il marito Paolo Borciani, Piero Farulli e Franco Rossi) che è stato parte fondamentale della storia del Quartetto dagli anni ’40 ai primi anni ’70 del secolo scorso.

Sergio Dragoni: una vita per i musicisti 

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Sergio Dragoni nasce a cavallo di due secoli, nel 1901 e ciò segna la formazione del suo carattere e la sua vita: alle qualità migliori della borghesia professionale della fine ‘800 si accompagna un animo disponibile alle grandi novità ed aperture sociali del ‘900.
Capitano del Savoia Cavalleria, partecipa alla Campagna di Russia e viene decorato al valor militare sul campo. Rientrato a Milano, la sua sollecitudine nel proteggere amici ebrei gli valeva la deportazione nei lager di Ebensee e di Mauthausen.
Ripresa la professione di avvocato, sul finire degli anni ’50 entra nel Consiglio Direttivo della Società del Quartetto di Milano, di cui diviene presto un decisivo esponente.
Presidente del Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi di Milano dal 1966 al 1976 (insignito nel 1973 dell’Ambrogino d’Oro), si dedica poi all’aiuto dei giovani musicisti, al restauro dell’organo Antegnati di San Maurizio e alla trasformazione del Dal Verme da cinematografo ad auditorium pubblico, che conclude con successo nel giugno 1981.
Dragoni muore tre mesi dopo, e lascia gran parte dei suoi beni alla Casa di Riposo per Musicisti – Fondazione Giuseppe Verdi, di cui da anni era divenuto importante benefattore, fondatore e primo presidente dell’Associazione Amici di Casa Verdi.
In sua memoria saranno poco dopo avviati, con fondi di una benefattrice anonima, i restauri degli affreschi di San Maurizio.

Elisa Pegreffi 

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Elisa Pegreffi nasce a Genova nel 1922, e sin da piccola si dedica allo studio del violino. A soli 19 anni, vince i Littoriali della cultura e suona, a Roma, il Concerto di Brahms, diretto da Carlo Maria Giulini.
Negli anni di guerra, frequenta i corsi di perfezionamento dell’Accademia Chigiana ove nel 1942, con Paolo Borciani (dal 1953 suo marito), Franco Rossi e Lionello Forzanti (nel 1947 sostituito da Piero Farulli) si unisce in un quartetto: il Nuovo Quartetto Italiano (poi semplicemente Quartetto Italiano), nasce a Reggio Emilia nel 1945, e sino al suo scioglimento nel 1980 domina le scene mondiali. Fu definito dal compositore e critico musicale Virgil Thomson (e non solo da lui) “indubbiamente il miglior quartetto che il nostro secolo abbia conosciuto”. Non un gruppo di musica da camera fatto di quattro strumenti ad arco ma un unico strumento fatto di quattro musicisti, con Elisa Pegreffi che rivendicava al secondo violino, scherzosamente ma non troppo, la prerogativa di tenere insieme il suono di tutti.
Scioltosi il Quartetto Italiano, Elisa Pegreffi, oltre a iniziare una intensa attività di insegnamento e a partecipare alle giurie di molti concorsi internazionali, non mancava mai di assistere ai concerti dei quartetti alla Società del Quartetto di Milano (che aveva ospitato il Quartetto Italiano ai suoi esordi milanesi, nel dicembre 1947 e poi per moltissimi concerti fino ai primi anni ’70).
Ospite in Casa Verdi dal 2007, vi resta sino alla fine della sua vita, nel 2016.

Casa Verdi

quartetto_milano_casa_verdi_tavolo_di_progetto“L’opera mia più bella” la definì Giuseppe Verdi. È la Casa di Riposo per Musicisti, comunemente chiamata “Casa Verdi”, che Verdi costruì a fine ‘800 per aiutare “i compagni meno fortunati di me“.
Verdi aveva acquistato un terreno “fuori porta” e, su progetto di Camillo Boito, vi fece costruire un vasto caseggiato destinato ad ospitare gli anziani musicisti.
A fine 1899 Verdi istituì l‘Opera Pia Casa di Riposo per Musicisti e le donò l’immobile, dotandola di una rendita per consentirne il funzionamento e, lasciandole poi per testamento tutti i suoi diritti d’autore e altri beni. La Casa di Riposo accolse però i primi Ospiti solo nel primo anniversario della nascita di Verdi, più di un anno dopo  la sua morte, per esaudirne il desiderio di non voler essere ringraziato da alcuno.
Da allora, e sono ormai 115 anni, Casa Verdi vive e prospera grazie ai lasciti verdiani ed altri di grande importanza, come quello di Wanda Toscanini Horowitz. E tutto senza gravare sulle finanze pubbliche, grazie alla generosità di molti benefattori, italiani e anche stranieri.
Un’iniziativa tuttora unica al mondo, alla quale si richiama esplicitamente Dustin Hoffman nel suo primo film quale regista, “Quartet”.
Casa Verdi non è più solo una casa di riposo: si è ormai trasformata in una vera “Casa delle Musica”, grazie alla presenza dei giovani studenti di musica del Conservatorio, della Civica Claudio Abbado e delle Accademie della Scala, ammessi ad alloggiare in Casa Verdi dai primi anni ’90 del secolo scorso.
I giovani studiano in Casa Verdi, fanno musica con gli Ospiti e consumano i pasti con loro. Le scienze sociali insegnano che la frequentazione dei giovani con gli anziani giova ad entrambi. Ma non solo. Dal 2017 si è sviluppata in Casa Verdi un’intensa attività musicale con serie di concerti di giovani musicisti aperti anche al pubblico esterno, così da far conoscere sempre più alla città, e alle folte comitive straniere che la visitano, Casa Verdi, la cripta che contiene le spoglie mortali di Giuseppe Verdi e Giuseppina Strepponi, la quadreria di Verdi ed i cimeli verdiani custoditi nell’apposita sezione museale.

Le Dimore del Quartetto

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Le Dimore del Quartetto è un progetto che unisce l’esigenza formativa dei giovani Quartetti d’archi alla valorizzazione del patrimonio di dimore storiche. In collaborazione con ADSI Associazione Dimore Storiche Italiane e FAI Fondo Ambiente Italiano è stata creata una rete di dimore che ospitano i giovani musicisti (selezionati dal direttore artistico Simone Gramaglia, viola del Quartetto di Cremona) per lo studio delle partiture alla vigilia di un impegno artistico, in cambio di un concerto.

Il progetto crea una economia circolare, nella quale l’esubero di spazio e l’isolamento delle antiche dimore si trasformano in una risorsa per le giovani formazioni musicali. La restituzione dell’ospitalità in musica crea un valore per la Dimora che riprende vita a costo zero tornando ad essere un centro culturale per la comunità.
Attraverso le Dimore del Quartetto si creano nuove occasioni d’incontro in luoghi inconsueti, riportando in vita spazi non utilizzati e avvicinando un nuovo pubblico alla Musica da Camera. La rete vuole essere anche un supporto logistico alle Società Concertistiche nell’impiego di nuove formazioni musicali per una nuova cultura sostenibile.
Nel gennaio 2018 è stato siglato un accordo di collaborazione con alcune delle principali società per concerti italiane che garantisce l’inserimento dei giovani quartetti nelle stagioni concertistiche.
Aderiscono al progetto 35 Quartetti e 130 Dimore distribuite in 15 Regioni e 48 Province italiane, ma i numeri sono destinati a crescere. Attraverso European Historic Houses questo progetto dalla forte identità italiana sta mettendo le basi per lo sviluppo europeo.
Il progetto è stato selezionato da Fondazione Cariplo tra i 20 vincitori (su 321 partecipanti da tutta Italia) del bando “Innovazione Culturale”. È stato inoltre presentato su invito della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, nell’ambito dell’indagine “Buone pratiche di diffusione culturale”. www.ledimoredelquartetto.eu

 

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