|
Daniel Harding
direttore
Il consolidato talento di Daniel Hardingfra tradizione sicura e moderna incisività intepretativa di Leonetta Bentivoglio
Personalità singolare nella sua adesione «fatale» alla musica, Daniel Harding è un ragazzo dall’incarnato pallido e dal fisico minuto, che sembra fragile come da spezzarsi. Ma quando dirige si trasforma: diventa un concentrato di energia, un flusso di movimenti che nascono dalla musica, l’essenza di un’autorevolezza che cattura. Aveva undici anni quando, con l’incoscienza del predestinato, volle salire sul podio per la prima volta, dirigendo i suoi compagni di scuola in un programma di canti folcloristici inglesi. L’esperienza si rivelò obiettivamente disastrosa: «E tuttavia», racconta, «mi resi conto subito che si trattava di un’attività eccitante». Fu a quel punto che lo scatenato adolescente, oggi divenuto il direttore d’orchestra più brillante e richiesto tra quelli della sua generazione (ha compiuto 28 anni nell’agosto scorso), decise d’iscriversi a una scuola di musica di Manchester, la sua città, scegliendo come proprio strumento la tromba. Quindicenne, insieme a un gruppo formato con altri studenti di musica, incise un nastro del Pierrot Lunaire di Schoenberg ed ebbe l’ardimento di spedirlo a Simon Rattle, attuale direttore dei Berliner, che all’epoca era la guida stabile dell’orchestra sinfonica di Birmingham: «Gli sembrò una tale follia che dei teen-ager si riunissero nel tempo libero per suonare Schoenberg», riferisce Harding, «che ci invitò a Birmingham per seguire le sue prove. E ogni tanto, in prova, prese a farmi dirigere al suo posto». Iniziò così la sua irresistibile ascesa, scandita dal lavoro come assistente prima di Rattle e poi di Claudio Abbado, dal debutto ai Proms di Londra, dai vari incarichi stabili (come direttore principale del complesso norvegese Trondheim Symphony Orchestra, come direttore ospite principale della Norrkøping Symphony Orchestra, come direttore musicale della Deutsche Kammerphilharmonie di Brema), dalle collaborazioni con orchestre di prestigio in Europa e negli Stati Uniti, dalla clamorosa rivelazione del Don Giovanni al festival di Aix-en-Provence, con la regia di Peter Brook e un doppio cast di cantanti, di cui si divise le repliche con Abbado. Fu lì che la stampa internazionale scoprì che quell’inglese biondo e mingherlino aveva già diretto i Berliner, che Abbado lo definiva un genio e che il suo repertorio spaziava da Rameau al Novecento. Da allora Harding non ha smesso di collezionare approdi, dal Giro di vite al Covent Garden al Ratto del Serraglio a Monaco di Baviera, dall’Evgenij Onegin ad Aix fino alla nomina recente (il rapporto durerà fino al 2008) come direttore musicale stabile della Mahler Chamber Orchestra, con cui da vari anni lavorava come direttore ospite principale, e che ha diretto in concerto, tra l’altro, al Festival di Lucerna nell’agosto scorso. S’affina intanto il temperamento, il repertorio si espande, il gesto si fa sempre più nitido e imperioso. Altre promesse attendono il «maestro ragazzino».
Biografia Daniel Harding ha iniziato la sua carriera come assistente di Simon Rattle alla City of Birmingham Symphony Orchestra con la quale ha debuttato vincendo nel 1994 il «Best Debut Award» della Royal Philharmonic Society. A soli ventiquattro anni ha già diretto grandi orchestre quali London Symphony Orchestra, Los Angeles Philharmonic, Rotterdam, Oslo e Stockholm Philharmonic, Frankfurter Rundfunk Symphonie. Nella stagione 1995/96 è stato assistente di Claudio Abbado a Berlino, dove ha debuttato con i Berliner Philharmoniker. Sempre nel 1995 ha diretto la City of Birmingham Symphony Orchestra al Théâtre du Châtelet a Parigi. Nel 1996 ha debuttato ai Proms di Londra alla guida del Birmingham Contemporary Group e nello stesso anno ha preso parte al festival «Towards the Millennium» con Simon Rattle e John Carewe. Nel 1997 è stato nominato direttore principale della Trondheim Symphony Orchestra, direttore ospite principale della Norrkøping Symphony Orchestra e della Mahler Chamber Orchestra. Nel 2000 è stato nominato direttore musicale della Deutsche Kammerphilharmonie. Nell’estate 1998 ha diretto, alternandosi con Claudio Abbado, la Mahler Chamber Orchestra in una nuova produzione del Don Giovanni al Festival di Aix-en-Provence con la regia di Peter Brook ripresa in seguito a Lione, Milano, Bruxelles e Tokyo. Nello stesso anno ha diretto Jenufa di Janácek alla Welsh National Opera e ha debuttato con Gewandhausorchester di Lipsia, London Philharmonic Orchestra e Houston Symphony Orchestra. È inoltre direttore ospite di orchestre quali Orchestre National de France, Orchestre National de Lyon, Orchestre des Champs Elysées, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Münchner Philharmoniker, Concertgebouw di Amsterdam, London Symphony, Orchestra of the Age of Enlightenment. Nella stagione 2003/04 sarà protagonista di una tournée in Giappone con la Mahler Chamber Orchestra, della quale è ora direttore musicale. Dirigerà inoltre la Staatskapelle Dresden al Festival di Salisburgo e debutterà nella Decima Sinfonia di Mahler con i Wiener Philharmoniker. Recente è il debutto alla Royal Opera House, Covent Garden e all’Opera di Stato Bavarese con Il ratto dal serraglio di Mozart. In campo discografico ricordiamo la registrazione di un CD dedicato a Britten con Ian Bostridge e la Britten Sinfonia che ha meritato il premio «Choc de l’Anneé 1998» della rivista Le Monde de la Musique, l’incisione delle Ouvertures di Beethoven con la Deutsche Kammerphilharmonie e di The Turn of the Screw di Britten registrata dal vivo al festival di Aix-en-Provence che ha ricevuto i premi «Choc de l’Année» 2002 e «Grand Prix de l’Académie Charles Cros» e una nomination per il Grammy Award. Nel 2002 è stato insignito dal governo francese del titolo di «Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres».
I concerti in archivio
|
• Settimane Bach • 20° ciclo
Daniel Hardingdirettore Akademie fuer Alte Musik Berlin RIAS-Kammerchor Johannette Zomersoprano Markus Schaefertenore Bernarda Finkcontralto Stephan Mac Leodbasso
Intorno all'Oratorio di Natale
|
|
135° STAGIONE 1999-2000 • Società del Quartetto • Fin de siècle
Mahler Chamber Orchestra Daniel Hardingdirettore Lilya Zylbersteinpianoforte
|
|