Dotato, interessante, provocatorio Gianluca Cascioli si ripresenta a Milano proprio alla vigilia del terzo Concorso internazionale di pianoforte "Umberto Micheli", la cui prima edizione, nel 1994, lo vide trionfalmente vincitore a soli quindici anni. Grazie al "Micheli" il suo lancio in carriera è stato ad alto livello, fra concerti nelle grandi sedi del mondo e dischi per l'etichetta gialla. In questi sette anni il pianista torinese, provvisto di solide doti esecutive, si è indirizzato verso uno stile d'interpretazione molto personale, dalle scelte così libere da poter a volte apparire arbitrarie: Cascioli incarna insomma, un po' come Ivo Pogorelich prima di lui, la figura dell'interprete-ricreatore, e si attesta al polo opposto rispetto a chi si sottomette, prima di ogni altra cosa, alla lettera del testo musicale. Un personaggio molto interessante, e perfino un po' provocatorio, che ci sembra stimolante proporre al nostro pubblico in apertura di stagione: il dibattito sulla libertà dell'interprete resta aperto. Questa inaugurazione di stagione coincide inoltre con una nuova iniziativa, che la Società del Quartetto ha deciso di varare in unità d'intenti con le maggiori sedi concertistiche europee e mondiali: con il sostegno della Fondazione Pro Musica Rusconi, il concerto di Gianluca Cascioli apre la serie "Rising Stars". Una serie che corrisponde a quella, omonima, sostenuta da un cospicuo numero di promotori musicali, a livello internazionale, per la presentazione di giovani artisti nelle rispettive stagioni. La selezione e i contenuti sono diversificati secondo gli anni e gli enti coinvolti; accanto alla ECHO (l'Organizzazione delle Sale Musicali Europee, fra le quali Concertgebouw, Cité de la Musique, Wigmore Hall, Bruxelles Beaux-Arts, Musikverein), che ha una serie ufficialmente chiamata "Rising Stars", si trovano negli Stati Uniti organizzazioni come Carnegie Hall, Chicago Symphony, Ravinia, e così via, che da anni promuovono anch'esse i loro "Astri nascenti" con impegno. La nostra Società ha scelto di intrecciare in un unico percorso i nomi già noti con giovani artisti di grande valore.
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