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STAGIONE 2001-2002 • Società del Quartetto •
5 FEBBRAIO 2002, MARTEDÌ - CONSERVATORIO "G. VERDI"
Katia Labequepianoforte
I. Stravinskij   - Suite Italienne
D. Maric   - Falling to the Sky
F. Schubert   - Fantasia in do maggiore per violino e pianoforte op. 159 D 934
M. Ravel   - Sonata in sol maggiore per violino e pianoforte

Verso nuovi, liberi orizzonti

Sono ben note la versatilità e la curiosità verso ambiti musicali sempre nuovi che contraddistinguono Katia Labèque. In celebre duo con la sorella Marielle da molti anni, la pianista francese ha nel contempo sperimentato con successo anche altri generi, in particolare il jazz. La sua nuova frontiera è il repertorio per pianoforte e violino: sembra paradossale, ma non lo è, visto che come partner Katia Labèque ha una musicista dalla mente altrettanto libera e aperta come Viktoria Mullova, con la quale potrà esplorare più a fondo il repertorio classico, ma anche scoprire nuovi stimolanti orizzonti. La Società del Quartetto è fiera di essere fra i primi a ospitare questo duo d’eccezione, nella tournée italiana che ne inaugura l’attività.

Signora Labèque, come è nata l’idea del duo con Viktoria Mullova?
«È stata Viktoria a propormelo. Qualche tempo fa Marielle mi aveva chiesto di diradare un po’ la nostra attività perché voleva avere più tempo da passare con il marito, il direttore d’orchestra Semyon Bychkov; ma io mi annoio quando resto sola e allora Viktoria – siamo amiche da dieci anni – mi ha detto: lo riempio io il tuo tempo libero. Così, un paio d’anni fa, abbiamo incominciato a lavorare insieme. Devo dire che io non ero mai stata attirata, in passato, dal repertorio per violino e pianoforte, ma ho constatato che invece è molto soddisfacente, che permette di andare più lontano rispetto a quello per duo pianistico, magnifico ma limitato. Ma quello che per me fa la differenza è l’amicizia con Viktoria, che è una donna incredibile, molto coraggiosa e molto d’avanguardia nello spirito; un personaggio raro nel mondo della musica classica. Soprattutto fra i violinisti ci sono artisti molto convenzionali, ma lei non lo è per nulla. In ogni caso, fondando questo duo abbiamo tranquillizzato Marielle, che ha sempre il timore che il mio interesse verso generi diversi e più sperimentali mi allontani dalla musica classica».

In questa prima tournée eseguirete il brano che un giovane compositore, Dave Maric, ha scritto per voi. Può parlarcene?
«Il programma della tournée è stato scelto da Viktoria, che voleva completarlo con un lavoro di un giovane compositore non molto noto. Abbiamo guardato tanti pezzi ma nessuno ci aveva convinto finché, a Natale del 2000, il percussionista Colin Currie mi ha inviato un cd con brani di Maric: ho capito subito che era lui il compositore che cercavamo. È difficile etichettare la sua musica: Dave, che è nato nel 1970, non appartiene a una scuola precisa e ha assorbito influenze molto diverse. Falling to the Sky, che è in tre movimenti, esiste in due versioni differenti, una con live electronics e una senza, ed è quest’ultima che portiamo in tournée, perché l’altra ci avrebbe creato grossi problemi organizzativi. La cosa da tener presente è che Maric ha scritto il pezzo proprio perché si accordasse con la Suite Italienne che lo precede nel nostro programma: come un’ideale prosecuzione del brano di Stravinskij».

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