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139° STAGIONE 2003-04 • Società del Quartetto • Feste
30 MARZO 2004, MARTEDÌ ORE 21 - CONSERVATORIO "G. VERDI"
J.S. Bach   - Sonata in la maggiore per violino e clavicembalo BWV 1015
L. van Beethoven   - Sonata n. 5 in fa maggiore op. 24 "La Primavera"
E. Ysaye   - Sonata in re minore per violino solo op. 27 n. 3
E. Chausson   - Poéme op. 25
F. Waxman   - Fantasia sulla "Carmen" di Bizet

Formidabile talento dal vivaio di famiglia
di Fabio Sartorelli

Khachatryan non è certo uno di quei cognomi che si stampano indelebilmente nella memoria dopo una prima lettura. E se non fosse per la vaga assonanza condivisa con il più celebre compositore Kha#269;aturjan, anch’egli armeno come il nostro artista, il giovane Sergey dovrebbe necessariamente appigliarsi ad ogni grammo del proprio talento per farsi ricordare qui in Occidente. Per fortuna Sergey Khachatryan di talento ne ha da vendere, come dimostra del resto il suo stupefacente esordio discografico, prima tappa di un curriculum artistico già costellato da importantissime affermazioni e prestigiosi debutti concertistici (come il primo premio al Concorso «Jean Sibelius» di Helsinki o l’esordio olandese al fianco della Royal Concertgebouw Orchestra): in poco più di 70 minuti di musica il giovane artista, allora diciassettenne, oggi diciannovenne, tocca il periplo della letteratura violinistica scalando con un’agilità e una signorilità rare, le vette del repertorio. Si comincia con la Sonata n. 3 di Brahms, si prosegue a ritroso nel tempo con la Ciaccona di Bach per terminare con un triplo omaggio alla letteratura francese: la Tzigane di Ravel, il Poème di Chausson e la Carmen Fantasie di Bizet-Waxman, il tutto affrontato con un suono di straziante bellezza, una scioltezza tecnica senza pari e una maturità interpretativa da far rabbrividire. Al suo fianco, quasi a suggellare una perfetta sincronia di pensiero e respiro musicale, ascoltiamo suo padre Vladimir e Lusine, sua sorella, entrambi eccellenti pianisti e custodi di una tradizione familiare che pone la musica al centro dei propri interessi. Per l’esordio italiano, sotto gli auspici della «Società del Quartetto», il diciannovenne violinista si misurerà ancora una volta con i gioielli del repertorio: l’ardua Sonata n. 2 in la minore per violino solo di Bach, la lirica «Primavera» di Beethoven, nonché l’accigliata Sonata in mi minore K 304 di Mozart, preludio al congedo che ripercorrerà, attraverso il commovente Poème e la sfavillante Carmen Fantasie, le ultime tracce del suo stesso CD. Tutto ciò in attesa di riascoltarlo nella prossima e già annunciata realizzazione discografica che lo vedrà alle prese con l’impegnativo Concerto del suo quasi omonimo Kha#269;aturjan. Al di là dei giochi di parole e delle curiose assonanze, le strade di Khachatryan e Kha#269;aturjan sembrano essersi effettivamente incontrate...
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