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STAGIONE 2001-2002 • Società del Quartetto •
12 MARZO 2002, MARTEDÌ - CONSERVATORIO "G. VERDI"
Yurij Bashmetviola e direttore
J.S. Bach   - Concerto Brandeburghese n. 6 in si bemolle maggiore BWV 1051
F. A. Hoffmeister   - Concerto per viola e orchestra in re maggiore
A. Schnittke   - Monologo per viola e orchestra
A. Dvorak   - Serenata per archi in mi maggiore op. 22

Il fascino di una viola protagonista

Uno dei grandi meriti di Yuri Bashmet è quello di aver conquistato, sulla scena concertistica attuale, un posto di primo piano alla viola, strumento nobile e riservato che grazie a lui ha sfoderato trascinanti doti da protagonista. Con il suo stile informale, i lunghi capelli neri, il fascino un po' sulfureo, Bashmet ha ancora qualcosa del ragazzo che nei tardi anni Sessanta - passato dalla città russa di Rostov all'ucraina Lvov e poi a Mosca - studiava sì al Conservatorio, ma passava i momenti liberi a suonare in una rock band. Forgiato quindi a esperienze diverse, di mente aperta e sensibile al nuovo, Bashmet quando ha intrapreso la carriera concertistica non si è limitato a mettere al servizio dello strumento le proprie strepitose doti d'interprete (secondo The Times è «fuor di dubbio uno dei maggiori musicisti viventi»), ma ha iniziato a sollecitare la creazione di nuove pagine.

Per lui hanno scritto diversi compositori famosi, da Guya Kancheli a Sofia Gubaidulina, da John Tavener a Mark-Anthony Turnage; ma un rapporto speciale è stato quello che l'ha legato ad Alfred Schnittke. Con l'autore di Vita con un idiota e di Gesualdo, più anziano di una ventina d'anni, Yuri Bashmet ha stretto una lunga amicizia, spezzata dalla scomparsa di Schnittke nel 1998. Per Bashmet il compositore ha creato più di un nuovo lavoro, il più celebre dei quali è il Concerto per viola eseguito per la prima volta nel 1986 al Concertgebouw di Amsterdam. Di tre anni successivo è il Monologue per viola e orchestra d'archi (un solo movimento, Largo, della durata di poco più d'un quarto d'ora) che ascolteremo al Conservatorio, nel corso di un programma che attraversa tre secoli di storia della musica - da Bach a Hoffmeister, da Dvorak a Schnittke appunto - e al quale partecipano i Solisti di Mosca, l'ensemble che Bashmet stesso ha fondato nel 1984, e con il quale prosegue una felice, affiatata collaborazione.

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