STAGIONE 2004-2005 • Società del Quartetto • Dialoghi e contrasti
16 NOVEMBRE 2004, MARTEDÌ ORE 20.30 - CONSERVATORIO "G. VERDI"
Jan Kobowtenore
Le ultime cantate profane
J.S. Bach   - Cantata "Geschwinde, ich wirbelnden Winde" BWV 201
J.S. Bach   - Cantata "Lasst uns sorgen, lasst uns wachen" BWV 213

I festeggiamenti per la conclusione dell’integrale delle Cantate e la presentazione del 22° ciclo
di Raffaele Mellace

Dieci anni fa il Quartetto e il Comune di Milano, con l’ausilio insostituibile di un gruppo di aziende e di soci sostenitori, si sono avventurati in una scommessa non meno che ardita: convincere il pubblico italiano ad accostarsi al monumento grandioso delle cantate bachiane attraverso la proposta, sull’arco di un intero decennio, dell’esecuzione integrale degli oltre duecento lavori giunti fino a noi, affidati a un cast internazionale degli interpreti più significativi chiamati da tutta Europa, dagli Stati Uniti e dal Giappone. «Crediamo che solo una forte dose di ottimismo possa spingere oggi a dar corso ad un’iniziativa che varcherà le soglie del Duemila», si era scritto allora, non senza inevitabile trepidazione, nel presentare l’iniziativa, possibile solo grazie a uno straordinario sforzo culturale, organizzativo e finanziario. Oggi l’opera è compiuta: con il 15 novembre 2004 saranno state eseguite a Milano, prevalentemente nelle chiese monumentali cittadine e a Palazzo Reale, tutte le cantate bachiane tramandateci, sacre e profane. Vi è dunque più di una ragione per festeggiare un progetto di levatura internazionale, unico in Italia né paragonabile ad altri nel mondo per la varietà degli artisti coinvolti, degli stili esecutivi e delle letture interpretative, e per la fedeltà testimoniata dal pubblico di una sola città. Pubblico che ha dimostrato, attraverso un cammino lungo oltre 90 concerti, accanto a una fedeltà tetragona straordinarie capacità e volontà di concentrazione nell’ascolto, suscitando spesso l’ammirazione degli artisti. Era dunque doveroso predisporre dei festeggiamenti adeguati al compimento di tanta impresa, nel segno di quella molteplicità di accenti che le Settimane Bach hanno espresso in questi anni. Tra settembre e dicembre si avvicenderanno infatti il completamento dell’integrale, un simposio di alto livello scientifico sullo stato odierno della ricerca bachiana e l’ormai ineludibile tradizione annuale dell’Oratorio di Natale. Cuore del decennale sarà la due giorni di martedì 28 e mercoledì 29 settembre, che vedrà la duplice proposta, in collaborazione con il Comune di Milano e il Goethe-Institut e nel contesto di una più vasta iniziativa dedicata ai legami culturali tra Italia e Germania, di un concerto (nella serata di martedì) e di un simposio scientifico (il giorno seguente). In questi anni, d’altra parte, le Settimane Bach hanno sempre accompagnato l’esecuzione progressiva dell’integrale con un impegno non secondario nell’offrire al pubblico una molteplicità di strumenti per la comprensione della musica proposta: da un lato con la realizzazione di programmi di sala contenenti la traduzione dei testi cantati a cura di Quirino Principe e le note storico-critiche di Alberto Basso e di chi scrive, dall’altro con la pubblicazione dell’edizione italiana di due volumi di Die Welt der Bach-Kantaten (Il mondo delle cantate di Bach). Proprio i curatori di questa importante opera scientifica, Ton Koopman e Christoph Wolff – celebre direttore il primo, tra i massimi musicologi bachiani il secondo, docente all’Università di Harvard, direttore del Bach-Archiv di Lipsia e autore della magnifica monografia Johann Sebastian Bach, La Scienza della Musica – saranno protagonisti a Palazzo Reale, insieme a Quirino Principe e a uno scelto gruppo di esperti di materia bachiana, del simposio milanese del 29 settembre, intitolato «Dieci anni di Bach a Milano: un dialogo musicale, intellettuale e spirituale tra cultura italiana e tedesca». Nell’incontro verranno tratte le somme dell’esperienza dell’integrale e vi sarà modo di verificare quale immagine di Bach ci viene oggi incontro a dieci anni dall’inizio dell’impresa. La sera prima avremo ascoltato, nel concerto della Freiburger Barockorchester diretta da Gottfried von der Goltz sempre a Palazzo Reale, il frutto di una delle più sensazionali scoperte della recente musicologia: l’esecuzione di opere ritenute perdute dei figli di Bach, Carl Philipp Emanuel e Wilhelm Friedemann, e da poco ritrovate a Kiev nell’archivio della Sing-Akademie di Berlino scomparso alla fine dell’ultima guerra.L’integrale dell’esecuzione delle cantate verrà completato nel concerto successivo, lunedì 15 novembre ancora a Palazzo Reale, quando la Freiburger Barockorchester sarà guidato da Sigiswald Kuijken in due dei lavori più grandiosi del Bach profano: le Cantate BWV 201 e 213, in cui l’antico mito mediterraneo (rispettivamente la lotta tra Apollo e Pan da un lato, e la scelta di Ercole tra virtù e piacere dall’altro) viene riletto attraverso la sensibilità della cultura tedesca del primo Settecento. Con la Cantata BWV 213 il concerto offrirà anche l’occasione, molto rara, di ascoltare uno dei principali modelli dell’Oratorio di Natale, a poche settimane di distanza dall’esecuzione di quest’ultimo, proposto il 14 dicembre nella Sala Verdi del Conservatorio da un interprete d’eccezione: Helmuth Rilling, alla testa della BachAkademie Stuttgart. E, naturalmente, ad majora. Un’iniziativa salutata da tanto successo non poteva chiudere con l’esecuzione dell’integrale. Segnata la strada, il cammino delle Settimane Bach, ormai pienamente integrato nella stagione della Società del Quartetto, prosegue con l’imbandigione della ricca tavola bachiana, con la consueta duplice cadenza di una stagione primaverile e una autunnale, e un impegno maggiore nel campo della musica strumentale. Ci aspettano infatti, già nella primavera 2005, i Concerti brandeburghesi, la Passione secondo Giovanni, le Sonate e le Partite per violino. Buon decennale, dunque, Settimane Bach.
GLI ALTRI APPUNTAMENTI
ABBONAMENTI
 
var1: var2: var3: var4: var5: var6: