STAGIONE 2004-2005 • Società del Quartetto • Dialoghi e contrasti
17 MARZO 2005, GIOVEDÌ ORE 19.30 - BASILICA DI SAN SIMPLICIANO
J.S. Bach   - Passione secondo Giovanni BWV 245

Passione secondo Giovanni: un’asciutta compattezza nell’inesauribile vastità del magistero bachiano
di Giorgio Pestelli

La data di composizione della Passione secondo Giovanni di Bach, eseguita la prima volta a Lipsia il venerdì santo del 1724, va collocata fra la fine del soggiorno di Köthen (1717-1723) e i primi mesi del periodo di Lipsia; probabilmente doveva essere la carta di presentazione del musicista che stava per assumere la carica di Kantor nella scuola di San Tommaso. La Passione intonata da vari mezzi vocali con nutrito contributo strumentale era un fatto recente a Lipsia: la "piccola Parigi sulla Pleiße", temeva infatti le novità nell’esercizio musicale della vita religiosa. Novità che con Bach sarebbero affluite copiose, sia nella vocalità della Cantata, definita in un organico complesso di cori, arie, recitativi e corali, sia nella sapienza strumentale, concertante e solistica, elaborata negli anni di Köthen. Nulla va perduto di questo patrimonio, come testimoniano le Arie fondate di solito su tre piani: il basso armonico, la voce, e uno o più strumenti concertanti, un intreccio che Bach persegue quasi da solo nel maturo Settecento, quando la bipolarità di voce e basso continuo era ormai la tendenza generale. Il salto in avanti compiuto da Bach sul terreno musicale era in certo senso compensato da un atteggiamento conservatore nei riguardi del testo intonato. La più celebre delle Passioni in versi, quasi libretti d’opera, in voga ai tempi di Bach era Gesù crocifisso e morto per i peccati del mondo del consigliere municipale amburghese B. Heinrich Brockes; Bach conosceva molto bene questo testo, d’altronde musicato da decine di compositori illustri, ma per la sua Johannes Passion lo tenne presente solo nelle parti poetiche e libere, mentre per la narrazione si tenne al testo evangelico di Giovanni, 18 e 19. Per le altre parti non narrative oggi si ritiene che Bach abbia proceduto da solo: lui scelse i Corali e le singole strofe da introdurre come riflessioni allo svolgersi dell’azione, lui stesso scrisse i versi per le Arie non desunte dalla "Passione Brockes". Tipica dell’invenzione musicale della Passione secondo Giovanni è la rapidità e concisione, l’incisività ritmica, l’aspro incontro sonoro: cifra di tutto ciò è la prevalenza del coro-turba nel suo risvolto più aggressivo e crudele, basta pensare al balenare delle consonanti nell’insistenza del Coro "Kreuzige!" ("Crucifige!"). È poi constatazione diffusa che nell’intonare le due Passioni, Giovanni e Matteo, Bach si sia ispirato alle rispettive peculiarità dei due testi, anche se deve essere rilevato il trasferimento di due passi del Vangelo di Matteo nella nostra Passione: il pianto di Pietro e lo sconvolgimento tellurico, due momenti del tutto estranei allo spirito di Giovanni, lontano da aspetti realistici, assunti invece da Bach per le potenzialità rappresentative e musicali che contenevano in sé. Del tutto giovannea è invece la maestà di Cristo, il suo imperio sugli eventi, sia che risponda agli sgherri venuti a prenderlo, sia che affermi la sua regalità al sommo sacerdote. Magnificenza che sgomenta è pure quella del Coro d’apertura, il cui testo riflette la cosmica ampiezza del Salmo 8, scandito dalla triplice invocazione di "Herr!" e poi sviluppato nel continuo tessuto delle entrate polifoniche. Sul versante opposto dell’intimità più confidente stanno Arie come "Es ist vollbracht" ("Tutto è compiuto"), "Mein teurer Heiland" ("Mio caro Salvatore"), "Zerfließe mein Herz" (Struggiti, mio cuore"), nate da uno scavo esercitato sulle minime inflessioni, con voce e strumento allacciati in una unità organica; e sta sopra tutto la "ninna nanna" finale, "Ruht wohl"("Riposate in pace"), assorta in un cantare a mezza voce, come una vibrazione interiore: altra testimonianza della vastità del magistero bachiano, inesauribile nel macrocosmo delle più complesse costruzioni come nella piana esposizione del sentimento religioso.

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