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140° STAGIONE 2004-05 • Società del Quartetto • Dialoghi e contrasti
J.S. Bach
- Sei Sonate e Partite per violino solo BWV 1001 - 1006
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Un violinista sul piedistallo: Christian Tetzlaff e le sei impervie tappe dell’integrale di Bach di Carla Moreni
A Lucerna, per quest’estate, lo hanno invitato come "artista étoile": una bella corona, per un violinista di nemmeno 40 anni. Nel giro di quindici giorni dovrà dimostrare di saper danzare in tutti gli stili, sul palcoscenico del prestigioso Festival. Un Concerto con orchestra (la London, Philharmonic S#335;stakovi#269;), un recital (le tre Sonate di Brahms, con Lars Vogt), una serata dedicata al quartetto (con l’ensemble che porta il suo nome, e suoneranno l’887, l’ultimo Quartetto di Schubert e il Primo Quartetto di Schönberg), infine un saggio di violino solo: protagonista immancabile Bach. Immancabile perché l’integrale delle Sonate e Partite di Bach è diventata il biglietto da visita privilegiato per Christian Tetzlaff, il giovane violinista tedesco che proprio con una registrazione dell’integrale bachiana si è guadagnato l’ambito "Diapason d’or". «Una pietra di paragone», lo ha definito la critica. Occasione da non mancare il suo concerto, in anticipo sulle maratone estive lacustri svizzere e sulla serata settembrina alla "Schubertiade" di Schwarzenberg, selezionatissima vetrina dei migliori cameristi del momento. Il fatto che Tetzlaff affronti questa importante tournée italiana, che fa tappa a Milano per il Quartetto, impostata con apollineo taglio monografico, e dedicata esclusivamente alla cattedrale-Bach, mette l’artista su un piedistallo. Chi inanelli compatte in concerto le sei tappe della superba maratona si è già guadagnato il diploma di appartenenza al violinismo puro. Perché le tre più tre, Sonate e Partite, chiedono all’esecutore disciplina astratta impeccabile, manualità immacolata, rigore, concentrazione, pulizia. In una parola sola, perfezione. Tutto-Bach è una sfida, arrivati in fondo ci si può considerare entrati a buon diritto nella galleria dei classici. Srotolato il tappeto della perfezione – ingrediente fondamentale per queste pagine, raccolte e definitivamente stilate da Bach negli anni d’oro di Köthen, vergate sul frontespizio del manoscritto con la data 1720 – allora verrà l’inventiva dell’interprete a dar ali al capolavoro. E qui aspettiamo curiosi Tetzlaff, il violinista dal visetto angelico, nato ad Amburgo nel 1966, studi a Lubecca e all’Università di Cincinnati (con Walter Levin), concerti nel mondo con tutte le più importanti orchestre e direttori (in Europa i Wiener e Berliner, in America la New York Philharmonic e la Chicago Symphony). Tetzlaff vive vicino a Francoforte, è sposato con una musicista, ha tre figli.
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