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58° CICLO • Musica e poesia a San Maurizio • Primavera 2005
Lo stile barocco della sonata da Vivaldi a Haendel e Bach (I parte)
G.F. Händel
- Sonata in re maggiore op. 1 n. 13 per violino e continuo HWV 371
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J.S. Bach
- Sonata n. 1 in si minore BWV 1014
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A. Vivaldi
- Sonata in re minore op. 2 n. 3 per violino e continuo
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J.S. Bach
- Sonata n. 4 in do minore per violino e clavicembalo BWV 1017
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Se c’è – come c’è – una scuola violinistica fondamentale o di base, questa è italiana. E non soloperché il violino è strumento italiano, messo a punto, in senso tecnico-costruttivo, dai liutai dell’Italiasettentrionale (bolognesi, cremonesi, bresciani, milanesi), ma anche perché il linguaggioviolinistico ha interagito con le modificazioni tecniche che venivano apportate allo strumento;cosicché non può meravigliare che la zona geografica dove avevano bottega i liutai corrisponda all’incircaalla stessa dove sono vissuti e hanno scritto per il violino musicisti come Giovanni Gabrieli,Biagio Marini, Gianpaolo Cima e molti altri.Solo in una fase successiva, tra la fine del Seicento e i primi decenni del Settecento, il violinoe i generi musicali che più lo valorizzavano – sonata e concerto – conquistarono l’Europa...Nel doppio programma che allinea, in due sere, quattro delle sei sonate per violino e cembalodi Bach, composte alla corte di Cöthen (1716-1723), l’accostamento di tali opere con le paginedi Vivaldi e di Händel traccia un interessante confronto entro lo stile violinistico barocco.
in collaborazione con Amadeus in connessione con il 23° ciclo delle Settimane Bach
in collaborazione con Amadeus in connessione con il 23° ciclo delle Settimane Bach
Banca Popolare di Milano
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