|
10
STAGIONE 2005-2006 • Società del Quartetto • Il tempo
J.S. Bach
- Aria "Schafe koennen sicher weiden" dalla Cantata BWV 208 (arr. di E. Petri)
|
D. Koston
- Messages I
|
G. Perle
- Musical Offerings, for Left Hand Alone
|
L. Kirchner
- For the Left Hand
|
R. Sessions
- From my Diary for Piano
|
J. Brahms
- Ciaccona in re minore per la mano sinistra (da J.S. Bach, Partita BWV 1004)
|
F. Schubert
- Sonata in si bemolle maggiore op. post. D 960
|
Il ritorno di una leggenda del pianoforte: Leon Fleisher suona dopo 30 anni di silenzio di Piero Rattalino
Io non m’intendo molto di sport – anzi, nonme ne intendo affatto – ma ricordo che in uncerto momento la nostra squadra nazionaledi sci, che aveva avuto nelle sue file qualchecampione, ne ebbe così tanti tutti insieme dafar dire a fantasiosi cronisti che era nata la"valanga azzurra". Gli Stati Uniti, che avevanogià avuto in passato alcuni pianisti distatura internazionale, tra il 1945 e il 1950ne videro fiorire improvvisamente una mezzadozzina. Il più anziano era William Kapell,nato nel 1922, i più giovani erano ByronJanis, Gary Graffman e Leon Fleisher, tutt’etre nati nel 1928, e in mezzo stavano EugeneIstomin, nato nel 1925, e Julius Katchen,nato nel 1926. Secondo una tipologiapriva di qualsiasi oggettività scientifica, mapraticamente suggestiva e in sostanza nonmenzognera, Istomin apparteneva alla categoriadel "più musicista che pianista", Kapell,Janis e Graffman alla categoria del "piùpianista che musicista", Katchen e Fleisheralla categoria del "pianista-musicista". Il destinofu crudele, con quello squadrone digiovani rampanti americani. Kapell perì inun incidente aereo nel 1953, Katchen fustroncato dal cancro a quarantatrè anni, Janis,in preda a gravi problemi di nervi, nonresse il ritmo frenetico della carriera internazionale,Graffman e Fleisher subironomalanni fisici che impedirono loro di usare ilbraccio destro. Solo Istomin ebbe una tranquillaed onorevole carriera ma, più che comesolista, come pianista da camera in triocon Isaac Stern e Leonard Rose.Leon Fleisher era stato dapprima allievo diAlfred Hertz, poi aveva cominciato a lavorarecon Artur Schnabel (anche in Italia, neicorsi che Schnabel teneva prima della guerraa Tremezzo). Proseguì gli studi, semprecon Schnabel, negli Stati Uniti, e dopo unesordio a San Francisco si presentò a sedicianni a New York, con la Filarmonica. A ventiquattr’annivinse a Bruxelles la secondaedizione del Concorso Regina Elisabetta delBelgio, il concorso che la Regina aveva fondatonel 1937 e che nella prima edizione dedicataal pianoforte, nel 1938, era stato vintoda Emil Gilels.Io ascoltai alla radio il concerto di presentazionedei vincitori. Fleisher suonò il Concerton. 1 di Brahms, pezzo pieno di trappole incui cascano anche interpreti molto esperti,mentre in fondo più semplice – difficoltà tecnichea parte – è il Concerto n. 2. Ebbene,Fleisher suonò il Primo di Brahms non co-me un giovane baldanzoso e avventuroso macome un uomo maturo che su ogni frase, suogni nota di quella musica magmatica ha alungo riflettuto e che sa suscitarne prima edominarne poi tutte le tensioni formali edemotive. In verità, Fleisher, con il suo suonodenso e con il suo atteggiamento fortementeintrospettivo, non appariva tanto come l’allievodi Schnabel quanto come l’erede designatodi Backhaus e soprattutto di Arrau.La sua carriera si sviluppò coerentementecon le premesse. Beethoven, Schubert, Weber,il Liszt della Sonata in si minore,Brahms, Debussy e Ravel furono gli autorich’egli dimostrò di prediligere. Ed uno tra imaggiori direttori degli anni Cinquanta,l’ungherese naturalizzato americano GeorgeSzell, dimostrò di prediligere lui, LeonFleisher: insieme realizzarono addirittural’incisione dei cinque Concerti di Beethoven.Avevo accennato ai malanni fisici che afflisseroFleisher. La sua carriera, in verità, nonsi interruppe mai, ma come pianista egli silimitò a suonare il repertorio per la mano sinistrasola (e la sua esecuzione del Concertoper la mano sinistra di Ravel è memorabile),mentre affrontava la direzione d’orchestrae l’insegnamento. Direttore stabile delleorchestre di Annapolis e di Baltimora, docenteper molti anni a Baltimora e al CurtisInstitute di Filadelfia, poi, come si dice oggi,free lance. L’ho sentito dirigere un concertosinfonico a Pechino nel maggio del 2005 edho constatato com’egli sapesse infondere vitalitàmusicale in un’orchestra tanto disponibilee desiderosa di apprendere quanto
Scarica il programma di sala
|
GLI ALTRI APPUNTAMENTI
ABBONAMENTI
|