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141° STAGIONE 2005-06 • Società del Quartetto • Il tempo
22 MAGGIO 2006, LUNEDÌ ORE 20.30 - BASILICA DI SAN MARCO
Robin Blazecontralto
J.S. Bach   - Messa in si minore BWV 232

Masaaki Suzuki e il Bach Collegium Japan:sublime dissertazione misticadella Grande Messa
di Andrea Milanesi

Non è poi cambiata di molto la vita di Masaaki Suzuki dall'ottobre del 2001. Da quando, cioè, ha diretto un applauditissimo concertodurante il 16º ciclo delle Settimane Bach. Il maestro giapponese ha infatti continuato a dedicarsi con passione e dedizione aigrandi progetti che lo hanno fatto conoscere in ogni angolo del pianeta: l'esecuzione e la registrazione discografica della musica di Johann Sebastian Bach, con un occhio di particolare riguardo nei confronti del repertorio di carattere sacro. Quello che forse è invece andato un po' cambiando è l'atteggiamento dell'establishment musicale internazionale, inizialmente stupito e perplesso di fronte all'ingresso in campo del paladino barocco del Sol Levante. Col passare deltempo e grazie al valore delle sue interpretazioni, il direttore nipponico si è infatti guadagnato la stima incondizionata di pubblico e critica, persino quella esigentissima di madrelingua tedesca, che lo ha amichevolmente ribattezzato il "Meistersinger di Tokyo". Organista e clavicembalista (si è perfezionato presso il Conservatorio Sweelinck di Amsterdam sotto la guida di Ton Koopman e Piet Kee), da oltre dieci anni Suzuki gira il mondo in lungo e in largo con un manipolo di cantanti solisti di alto lignaggio e con il fedelissimo Bach Collegium Japan, l'ensemble vocale e strumentale da lui fondato nel 1990 con l'intento di introdurre il pubblico locale ai capolavori della musica del periodo barocco, eseguiti utilizzando strumenti originali. Al di là però di qualsiasi proposito puramente filologico, è la dichiarazione d'intenti con cui il musicista ha inaugurato la propria avventura bachiana ad aver aperto prospettive davvero illuminanti: «Il Dio al cui servizio Bach ha lavorato per tutta la vita e il Dio in cui io credo oggi è uno solo e lo stesso; di fronte al Dio di Abramo, reputo che i quasi trecento anni che separano il tempo di Bach dai nostri giorni sia davvero poca cosa...». Alla luce di tale consapevolezza, risulta evidente come l'approccio interpretativo del Maestro giapponese acquisti un valore assolutamente esistenziale, quasi "vocazionale", dando vita a letture di alta concentrazione e immedesimazione, in grado di cogliere ogni minima sfumatura nascosta tra le pieghe più intime e profonde delle partiture bachiane. Per il concerto di chiusura del ciclo delle Settimane Bach e dell'ntera Stagione 2005-06 della Società del Quartetto, il direttore di Kobe approda finalmente a una delle pietre angolari del repertorio sacro tout court: la Messa in si minore BWV 232, monumentale ed enigmatica opera concepita a più riprese in un ampio lasso di tempo (compreso tra il 1730 e il 1749), a rappresentare il testamento artistico e spirituale del genio di Eisenach. L'appuntamento è fissato per il 22 maggio presso la Basilica di San Marco, quando un ispirato Suzuki, musicale Virgilio dei giorni nostri, guiderà il fedele pubblico del Quartetto alla gioia di ritrovare una delle massime summe compositive di ogni tempo.



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