Evocando il Nord Per poter partecipare da vicino a nuove gioie familiari, Daniel Harding ci ha chiesto di rimandare il suo impegno con la Società del Quartetto. Nasce così la preziosa occasione di ospitare l'illustre direttore inglese Sir Neville Marriner con un caposaldo della letteratura orchestrale britannica. Mentre il compositore Fabio Vacchi è già felicemente noto ai nostri Soci: nella stagione scorsa, infatti, è stato accolto con successo il suo Wanderer-Sextett eseguito dal gruppo cameristico della Mahler Chamber Orchestra. Questa volta è l'intera orchestra, un'emanazione della formidabile Gustav Mahler Jugendorchester fondata da Claudio Abbado, a presentare il nuovo lavoro di Vacchi, En Vinternatt; il concerto viene realizzato in collaborazione con Ferrara Musica. Il brano, commissionato da Ferrara Musica, si lega a uno dei progetti interdisciplinari che l'istituzione realizza regolarmente in parallelo con Ferrara Arte: concerti e mostre di argomento affine vengono programmati negli stessi periodi; in questo caso, l'esecuzione del pezzo di Vacchi e altri progetti esecutivi, per esempio quello riguardante il Peer Gynt di Grieg, si legano alla mostra "Da Dahl a Munch" allestita a Palazzo dei Diamanti. A Fabio Vacchi abbiamo chiesto una breve presentazione del suo nuovo lavoro. «En Vinternatt (Notte d'inverno) si ispira a due quartine del poeta Tomas TranstrÃmer (svedese, è nato a Stoccolma settant'anni fa), che ho estratto da un suo componimento. Il testo non è recitato, né cantato: figura come epigrafe alla partitura, o riferimento emotivo-narrativo, un po' come in un poema sinfonico. Non ho cercato di inserire caratteri nordici nella mia musica, ma di avvicinarmi ad atmosfere lontane dal mio mondo per coglierne stimoli, elementi di confronto e aspetti universali. Del resto, gli ultimi miei due lavori destinati al teatro musicale sono in francese e uno si ispira, in particolare, alla cultura e ai problemi dell'Europa dell'Est. Una mia prossima opera commissionata dal Teatro alla Scala e dal Theatre du Chatelet di Parigi è su testo del grandissimo scrittore turco Kemal. In effetti, mi accorgo di essere sempre più attratto da civiltà apparentemente distanti, ma in realtà contigue e oggi più che mai intrecciate alla nostra. En Vinternatt dura circa venti minuti ed è scritto per orchestra da camera. La drammaticità dei versi, che tanto corrisponde, purtroppo, alla situazione emotiva ed esistenziale di questi giorni terribili, trova riscontro in una scrittura a volte trattenuta a volte disperatamente aggressiva, sempre attraversata dalla vena lirica che mi viene solitamente attribuita e alla quale tengo perché credo che anche il linguaggio più radicale debba recuperare l'archetipo del canto, indispensabile, in ogni contesto storico, per una reale comunicazione. Sono consapevole del fatto che En Vinternatt presenti problemi non indifferenti dal punto di vista esecutivo, ma so di poter contare sulla Mahler Chamber Orchestra, una compagine di livello altissimo, cui ci si può affidare in tutta libertà».
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