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142° STAGIONE: 2006-07 • Società del Quartetto • Le età dell'uomo
Lise de la Salle: una promessa già mantenuta di Andrea Milanesi
Ovunque è passata, ha lasciato il segno. Dal New York Times al Washington Post, da Le Monde alla Süddeutsche Zeitung, leggendo le recensioni delle esibizioni della pianista Lise de la Salle si rimane stupiti di fronte all’unanimità dei consensi e dei giudizi entusiastici espressi dalle principali testate in ogni angolo del pianeta; un successo "globale" accompagna infatti ormai da anni l’artista francese che, nonostante la giovane età – è nata a Cherbourg nel 1988 – può già vantare anche una brillante carriera discografica (tre CD pubblicati e un quarto in cantiere per l’etichetta Naïve).Balzata agli onori delle cronache transalpine a soli nove anni, in seguito a un concerto trasmesso da Radio France, nel 2003 si è iscritta al Conservatoire National Supérieur de Musique di Parigi per un corso di perfezionamento con Bruno Rigutto, continuando a studiare contemporaneamente con Pascal Nemirovski e Geneviève Joy-Dutilleux, approfondendo in modo particolare i capisaldi della grande scuola pianistica russa (tra i sette concerti per pianoforte e orchestra che tiene in repertorio ci sono i Primi di Prokof’ev e Å ostakovi#269;); già vincitrice nel 2000 del primo premio e del Bäreinreiter Preis al concorso internazionale di Ettlingen in Germania, nel 2004 si è aggiudicata le Young Concert Artists International Auditions di New York (dopo aver vinto l’edizione europea l’anno precedente).Reduce dai recenti successi ottenuti nelle sale da concerto d’oltreatlantico, per il suo debutto presso la stagione concertistica del Quartetto Lise de la Salle ha impaginato un programma estremamente vario e composito, che attraversa quasi tre secoli di letteratura pianistica, affiancando la Fantasia cromatica e fuga in re minore Bwv 903 di Bach alle 12 Variazioni sul tema "Ah! Vous dirai-je, maman" K 265 di Mozart, la Sonatine di Ravel alla Toccata op. 11 e alle Sei scene dal balletto "Romeo e Giulietta" op. 75 di Prokof’ev. Pagine apparentemente lontane e differenti per impronta stilistica e ispirazione, all’interno delle quali la pianista è però riuscita a individuare un fil rouge portante e una personalissima chiave di lettura: «Sono tutti lavori accomunati da un ineccepibile rigore nella scrittura e dalla limpidezza delle linee melodiche, in cui la pura poesia e gli impulsi lirici si coniugano con gli aspetti sensuali della musica».Un programma tagliato su misura per le sue doti di sensibilità e virtuosismo, delicatezza e potenza, concentrazione ed eleganza, che permetterà alla giovane Lise di far sfoggio di tutta la sua maturità tecnica e interpretativa. Come dire: una promessa già mantenuta.
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