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Primavera 2007 • BreraMusica • 4 concerti alla Pinacoteca di Brera
24 MARZO 2007, SABATO ORE 17 - SALA VIII DELLA PINACOTECA DI BRERA
Viaggiando a sud
G. Salvatore   - Toccata Seconda, del Nono Tuono Naturale
G. Salvatore   - Canzone Francese Seconda, del Nono Tuono Naturale
B. Storace   - Aria sopra la Spagnoletta
B. Storace   - Ballo della Battaglia
A. Scarlatti   - Follia
D. Scarlatti   - Sonata in si minore K 87
D. Scarlatti   - Sonata in sol maggiore (Capriccio) K 63
D. Scarlatti   - Sonata in la maggiore K 208
D. Scarlatti   - Sonata in la maggiore K 209
D. Scarlatti   - Sonata in re maggiore K 490
D. Scarlatti   - Sonata in re maggiore K 492

MusicaBrera è un progetto timido nell’apparenza, ma molto ambizioso nella sostanza. Vuole infatti offrire agli appassionati d’arte un momento in cui, dal vivo, in presa diretta, nella nostra maggiore pinacoteca, diventi realtà la fusione fra il piacere del suono e quello della visione. Un momento della settimana (il sabato alle 17) in cui ritrovare la voglia di passeggiare fra capolavori dell’arte figurativa prima e dopo un concerto intrigante e raffinato. In mezzo, un’ora circa di rara e preziosa musica solistica e da camera, di regola legata alla grande tradizione del nostro paese e comunque interamente affidata a giovani interpreti italiani. Sono quattro appuntamenti, tutti in marzo.
Apre il Quartetto Petrassi, che accosta a uno dei più eroici quartetti di Beethoven una deliziosa composizione di Alessandro Rolla (Pavia 1757 – Milano 1841), virtuoso di violino, direttore alla Scala, docente al nostro Conservatorio, perfino maestro di Paganini. Rolla fu uno dei pochissimi compositori italiani del suo tempo a non scrivere opere teatrali, ma tanta musica strumentale, fra cui 3 concerti per violino e 3 tre per viola, 2 sinfonie, tantissimi trii, terzetti, sonate e pezzi per il suo strumento. E non sono da dimenticare le sue terne di quartetti (op. 2 e op. 5) che ricordano le origini italiane di un genere prestigioso, la cui paternità troppo spesso concediamo agli autori d’oltr’Alpe.
Altro autore poco conosciuto eppure fascinoso come pochi è Francesco Geminiani (Lucca 1687 – Dublino 1762), pure eccellentissimo violinista di scuola italiana perché allievo del milanese Lonati, del romano Corelli e del napoletano A. Scarlatti. Trasferitosi a Londra nel 1714, fu perfetto ambasciatore del nostro stile musicale oltre che in Inghilterra, in Francia e Irlanda. Brillante ed eccentrico, incantava il pubblico con un virtuosismo sfrenato che si scopre con gusto nelle sue tante partiture di concerti e sonate per violino e per violoncello, alcune tuttora in repertorio. Meno nota è invece la sua produzione per chitarra, di cui pure era fantastico esecutore. Ecco allora il nostro Flavio Cucchi che ce ne presenta una variata antologia.
La tradizione cembalistica nata nel Sud d’Italia ci viene proposta dal bel programma impaginato da Maria Cecilia Farina. Due autori di raro ascolto come Giovanni Salvatore (Campania 1610 – Napoli 1688) e Bernardo Storace (sec. XVII), spalancano la porta ai due grandissimi Scarlatti, Alessandro (Palermo 1660 – Napoli 1725) e Domenico (Napoli 1685 – Madrid 1757). È appena il caso di ricordare che di Domenico cade quest’anno il 250° della scomparsa, e che metà del programma gli è dedicato perché è comunque uno dei padri della musica per tastiera.
Chiude la nostra rassegna un altro programma quartettistico, tutto legato al nostro Paese. Ascolteremo il primo quartetto in assoluto scritto da Mozart in viaggio per la Lombardia. L’unico lavoro per quell’organico dell’austriaco Wolf con un titolo che è tutto un programma. Chiude un altro pezzo unico, e che è ovviamente un capolavoro, per quanto scritto di malavoglia e con spirito polemico: il Quartetto in mi minore completato da Verdi in pochi giorni, a Napoli, nel marzo del 1873, nei ritagli di tempo ricavati fra i ritardi che si accumulavano nella rappresentazione di Aida.
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