G.F. Händel
- da “Chapel Royal Anthemsâ€, As pants the hart (Sicut cervus) HWV 251c
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G.F. Händel
- da “Chandos Anthemsâ€, Have mercy upon me, o God HWV 248
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J.S. Bach
- "Der Gerechte kommt um", rielaborazione del Mottetto "Tristis est anima mea" di Kuhnau
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J.S. Bach
- Cantata "Christ lag in Todes Banden" BWV 4
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L’anthem è una composizione a più voci, tipica del rito anglicano, non necessariamente legata a una precisa destinazione liturgica. La parola significa letteralmente antifona. I primi anthem di Händel furono composti per il duca di Chandos presso il quale il musicista era ospite intorno al 1718. Alla raccolta dei “Chandos Anthems” appartiene il secondo numero in programma. Il primo, più tardo, appartiene ai “Chapel Royal Anthems” scritti intorno al 1712 per la Cappella di St. James Palace. È interessante osservare il carattere generalmente solenne e cerimonioso dei diversi anthem che segnarono la vita pubblica del compositore: sono composizioni legate a matrimoni e incoronazioni regali, funerali, feste di ringraziamento ad esempio per la vittoria della Gran Bretagna sulla Francia e il ritorno di Giorgio II (1743): «Nei suoi cori (Händel) è senza rivali (…). I suoi anthem sono integralmente destinati al coro, e sono tanto eccellenti nel loro genere che è difficile immaginare alcun prodotto umano che lo sia ancor di più». Questo giudizio lusinghiero è di John Mainwaring (in “Memoirs of the Life of the Late George Frederic Händel”, 1760). E il confronto con Bach? Certo il Kantor non ha scritto anthem, ma basta la giovanile Cantata BWV 4 tessuta in tutti i suoi numeri, con sapienza contrappuntistica, dalla melodia del corale di Lutero per stabilire differenze e misurare valori.
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