J.P. Rameau
- da "Piéces de clavecin" Praelude , Suite in la minore
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J.C.F. Fischer
- da "Musicalischer Parnassus", Passacaglia in re minore
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A. Vivaldi
- Concerto in la minore n. 4 da "La Stravaganza" op. IV per violino, archi e cembalo RV 357
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G. P. Telemann
- Fantasia in sol minore
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J.C.F. Fischer
- da "Musicalischer Parnassus", Passacaglia in fa maggiore
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D. Scarlatti
- Sonate K 217, K 175, K 208, K 209, K 132, K 115, K 213, K 214, K 119
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«La musica napoletana eccelle principalmente per l’invenzione di mille fughe, pause e riprese, e soprattutto attraverso i movimenti bizzarri e allegri (…); …il cantare napoletano è squillante e come duro, non troppo allegro in verità, piacevole solo per quel suo movimento pronto, svagato e bizzarro, che ha molto di air francese. E si può dire che il canto napoletano sia un misto d’aria francese e siciliana»… Queste parole scritte nel 1632 da Jean-Jacques Bouchard, benché in anticipo sull’epoca dei nostri autori, valgono principalmente per Domenico Scarlatti, che la fa da padrone nell’impaginato del concerto; ma toccano incidentalmente le Pièces de clavecin di Rameau, anche se, in Rameau, pur non mancando la bizzarria, tutto è più sorvegliato e inquadrato nell’esprit de géométrie. E che dire del Vivaldi adattato alla tastiera? Basterebbe il titolo della raccolta da cui è tratto il concerto. Naturalmente i musicomani possono storcere il naso. Dopo tutto la letteratura è un buon passepartout per la musica.
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