V. Bellini
- Norma, ouverture (trascr. Laurendeau)
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V. Bellini
- I Capuleti e i Montecchi, ouverture (trascr. Della Fonte)
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G. Donizetti
- Don Pasquale, ouverture (trascr. Godfrey)
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G. Donizetti
- Anna Bolena, ouverture (trascr.Van Leeuwen)
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G. Rossini
- La Cenerentola, ouverture (trascr. Della Fonte)
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G. Rossini
- La Cambiale di matrimonio, ouverture (trascr. Hudson)
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G. Verdi
- Nabucco, ouverture (trascr. Cesarini)
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G. Verdi
- La Forza del destino, ouverture (trascr. Rogers)
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Alla scoperta del repertorio per banda
Se di differenza si può parlare tra la musica per banda e quella per orchestra sinfonica, questa è data dal fatto che, mentre letteratura buona e cattiva si possono trovare da entrambe le parti, il repertorio sinfonico elimina la musica cattiva per "selezione naturale", mentre le bande, purtroppo, continuano a suonarla. Ciò è anche origine dell'annoso equivoco per cui, nella visione popolare, la banda di solito "deve" suonare male, mentre l'orchestra bene…anche se talvolta accade proprio il contrario.
Ma cominciamo col dire che la musica per banda, nella sua miglior espressione formale ed artistica, è un’espressione rilevante e tipica del Novecento, come il jazz, ed in particolare della cultura anglosassone, che ne ha riconosciuto la validità già da tempo.
E come per il jazz, musica nata dalla fusione di due culture, ed oggi finalmente assunta a fenomeno riconosciuto e studiato, è soprattutto storia del Novecento, nonostante affondi le sue radici un paio di secoli addietro (jazz) o più (banda). Infatti lo sviluppo socio-culturale del jazz è strettamente connesso con la civiltà americana del XX° secolo, la quale riveste dunque un’importanza ben maggiore di ciò che accadde nel Settecento (i canti della schiavitù nera) e ne costituì le lontane origini.
Anche per la banda vorrei dunque chiedermi: chi sono i suoi antenati culturali? I gruppi militari con quel che ne segue (marce, parate, musica d’occasione) o i grandi compositori della musica colta? E inoltre: quale importanza avrebbero le lontane origini nell’ambito dello sviluppo successivo? Senz’altro affermo, anche se può apparire "scandaloso", che le origini della banda siano più gli ottetti di Haydn o la musica per fiati di Mozart, che non le "Zapfenstreiche" austro-ungariche.
E che, comunque, ciò che conta davvero è quello che successe tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento: per esempio nel 1909, quando un certo Gustav Holst decise di scrivere un pezzo che avesse, come organico strumentale, quello della banda. Scegliendo dunque liberamente l’organico in funzione della musica che aveva in mente, così come si compone per quartetto d’archi piuttosto che per coro o orchestra.
E’ chiaro che, con questo concetto, si ribalta il punto di vista dell’osservatore-musicologo tradizionale, che vede nella banda principalmente un veicolo di diffusione della grande musica colta italiana ed europea - il cui sviluppo è legato a quello della fruizione popolare -, a favore invece di un nuovo veicolo artistico-culturale, svincolato da dipendenze sinfonico-operistiche, libero di avere una storia peculiare ed interessante.
Con ciò non voglio assolutamente svalutare la tradizione italiana, che, oltretutto, ha avuto grandi influenze persino sulla musica bandistica americana: uno dei tre concerti sarà proprio dedicato alla tradizione delle trascrizioni, tuttavia qui "ripulite" dai raddoppi strumentali che ne condizionavano pesantemente l’esecuzione.
E se, ormai nel ventunesimo secolo, i compositori si accorgessero che la banda può costituire un’alternativa di organico assai valida dal punto di vista artistico? Osserviamo bene: già oggi è l’unica a realizzare quella accettazione di un repertorio contemporaneo che possa essere compreso ed amato anche dal grande pubblico. Ciò che ha potuto fare l’orchestra sinfonica solo parzialmente, riesce in pieno all’orchestra di fiati, forse proprio grazie alla lunga e ben salda unione tra questo ensemble e la gente "comune". Ma, perchè questo sia completato da una consacrazione accademica, ci vuole ben altro: sarei felice se questa breve "stagione" musicale potesse dimostrare la nobiltà dell’organico bandistico, così come è stato accettato e voluto da alcuni grandi compositori, che qui presenteremo: Nikolai Rimskij-Korsakov, Ispettore delle Bande Musicali delle Flotte del Mar Nero e del Baltico dal 1873 al 1844, il grande Gustav Holst, Robert Russell Bennett, il "maestro degli arrangiatori" di Hollywood, e, dai giorni nostri, l’olandese Juriaan Andriessen, lo statunitense Frank Bencriscutto e il milanese Giorgio Gaslini.
Essi saranno in buona compagnia: quella forse più nota di Verdi, Rossini, Donizetti e Bellini, poiché "le trascrizioni per soli fiati talvolta rivelarono meglio caratteri e timbri che nell’originale per orchestra non risultavano altrettanto brillanti e felici" (Alfredo Mandelli, dalle note introduttive al CD Agorà ‘Opera Promenade’, inciso dall’Orchestra di Fiati della Valtellina).
Lorenzo Della Fonte
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