A. Dvorak
- Quintetto con pianoforte in la maggiore op. 5
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A. Dvorak
- Quintetto per archi in mi bemolle maggiore op. 97
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A. Dvorak
- Quintetto con pianoforte in la maggiore op. 81
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Anche nel cartellone 2010-2011 András Schiff è presente due volte come è gia successo nella passata stagione. Al concerto bachiano il grande pianista aggiunge il violino della moglie e la preziosa presenza cameristica del Quartetto Panocha, gruppo da mezzo secolo sulla scena internazionale, a pieno titolo nella grande tradizione céca, quella dei Quartetti Smetana, Vlach e Janáček. Il programma, monografico, ha Dvořák sui leggii. In uno stato multietnico, qual era l’Impero austro-ungherese, l’aspirazione a una letteratura, un teatro o una musica di carattere nazionale diventava un problema delicato e difficile da maneggiare. Dvořák, come la maggior parte della gioventù ceca, sentiva la necessità di conferire pari dignità alle espressioni musicali del suo popolo, ma riconosceva allo stesso tempo il valore universale del linguaggio e delle forme nate nel seno del classicismo. La sua produzione riflette il carattere moderato del suo nazionalismo, in particolare nella sfera della musica da camera, che rappresentava il genere di musica più legato alla tradizione viennese. Dvořák ha sempre scritto lavori per quartetto e per le altre formazioni tipiche della musica da camera. Il quartetto e il quintetto con pianoforte erano generi prediletti da Dvořák , influenzato dall’esempio di Schumann e di Brahms. Nei suoi lavori migliori, come l’op. 81 e l’op. 97, la felice vena melodica nutrita di reminiscenze della musica contadina si fonde con la chiarezza di pensiero delle forme classiche, in un amalgama di arte e di spontaneità degno dei grandi autori.
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