Il carattere monumentale della Clavier-Übung, III parte, si annuncia con il solenne Preludio in mibemolle, cui corrisponde la Fuga nella stessa tonalità (i tre bemolli in chiave e la fuga tripartita sono stati visti come una simbologia della Trinità ). Con una sequenza rispettosa del catechismo di Lutero l’opera contiene due linee parallele: quella che si potrebbe chiamare Grande messa (ritodella festa e della solennità ) e Piccola messa (rito semplice e quotidiano) e si offre come una meditazione all’organo, sul modello dei Fiori Musicali di Frescobaldi, dei momenti salienti della celebrazione.La dilatazione e l’ampiezza della struttura musicale tuttavia fanno pensare ad un uso liturgico solo ideale, al pari della Grande Messa di Beethoven, che, superando i limiti di tempo comunemente assegnati alla celebrazione, è opera sacra avulsa dalla pratica del rito. Sul frontespizio della Clavier-Übung, Dritter Theil, l’Autore spiega il contenuto: «Terza parte degli Esercizi per tastiera consistente in diversi preludi sui cantici del Catechismo e su altri canti per l’organo: predisposta per la ricreazione dello spirito per i dilettanti e specialmente per i conoscitori di simili lavori da Johann Sebastian Bach, compositore di corte del re di Polonia e principe elettore di Sassonia, Capellmeister e director Chori Musici a Lipsia. Pubblicata dall’Autore». Anche i Sei Corali Schübler appartengono all’estrema maturità del Cantor, e furono pubblicati nel 1746-47 forse su sollecitazione dell’editore. Sono, però, la trascrizione per organo di brani appartenentia Cantate scritte tra il 1724 e il 1731 (il secondo corale deriva da una cantata perduta). Allo stesso periodo appartiene anche il ciclo delle Variazioni canoniche sopra il corale natalizio Vom Himmel hoch da komm ich her, BWV769. Logica e astrazione formale guidano le cinque variazioni, che Bach intendeva presentare come saggio di elaborazione contrappuntistica alla Società Mitzler di Lipsia, un cenacolo di uomini di cultura «illuminati», cui l’Autore era stato ammesso nel 1747. L’opera condivide l’intento speculativo che anima l’Arte della Fuga.
Banca Popolare di Milano<br>Precise Italia
|