Lucidità e malinconia Nel periodo in cui Ravel scrive il suo Trio in la minore a Saint-Jean-de-Luz, fra la primavera e l’agosto del 1914, in Francia si dà il via alla mobilitazione per la prima guerra mondiale. Alla tragedia di tutti si somma quella personale del compositore, che intende arruolarsi ma teme che l’anziana madre, una volta lasciata sola, non riuscirà a sopravvivere a lungo. Morirà infatti nei primi mesi del 1917, mentre Ravel e l’altro figlio, Edouard, sono ancora al fronte. I testi sono tratti da: Ravel, Lettere (a cura di Arbie Orenstein), Edt, Torino, 1998 (edizione italiana a cura di Enzo Restagno, traduzione di Paolo Martinaglia). Maurice Ravel a Maurice Delage Ongi Ethori 23, rue Sopite Saint-Jean-de-Luz - 4/8/14 Caro vecchio mio, scrivetemi subito, se ricevete questo biglietto, che io senta la presenza di un amico. Qui c’è un mucchio di gente per cui provo molta simpatia. Ma non è questo… Se sapeste quel che sto soffrendo!… Dal mattino, senza sosta, la stessa terribile idea, angosciosa, criminale… lasciare la mia vecchia mamma sarebbe sicuramente ucciderla. E poi la patria non ha certo bisogno di me per essere salvata… ma tutto questo è solo ragionamento, e io sento che di ora in ora scricchiola… e, per non sentire tutto questo, lavoro. Sì, lavoro; e con la sicurezza, la lucidità di un folle. Ma, durante questi momenti, anche la malinconia lavora, e all’improvviso, eccomi a singhiozzare sui bemolli! Naturalmente, quando scendo, e mi trovo davanti la mia povera mamma, bisogna che abbia un aspetto calmo, se non scherzoso… fino a quando potrò continuare? Sono quattro giorni che va avanti così, da quando hanno suonato le campane della mobilitazione… Scrivetemi presto, vecchio mio, ve ne supplico. Affettuosamente, Maurice Ravel
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