Incontriamo Irvine Arditti prima dell'esibizione del suo Quartetto, per questo concerto allargato a sei elementi, con l'inclusione di Isabelle Charisius e Valentin Erben.
Il Quartetto Arditti celebre per l'impareggiabile conoscenza del mondo musicale intorno a Schoenberg inserisce nel programma il Sestetto n.1 in si bemolle maggiore op.18 di Brahms. Avete dei collaboratori eccellenti. C'è aria di cambiamento?
E' bello per noi suonare questo repertorio, rappresenta un cambiamento rispetto alle solite cose contemporanee che dobbiamo fare...
Il progetto del sestetto è qualcosa di speciale per me: abbiamo iniziato già 15 anni fa la collaborazione con il Quartetto Alban Berg. C'era Thomas Kakuska, che ora purtroppo non è più fra noi, mentre questa sera ci esibiamo per la prima volta con Isabelle Charisius alla viola, mentre Valentin Erben conosce il progetto già da tempo.
Il progetto nacque per suonare la Verklaerte Nacht di Schoenberg. Lavorammo molto bene insieme tanto che decidemmo di fare nuovi progetti con loro. Abbiamo suonato Brahms e Shoenberg. Schoenberg sta in mezzo, lui è dell'inizio del XX secolo, con Brahms siamo tornati indietro temporalmente ed è stato grazie a loro che lo abbiamo cominciato a suonare, poi siamo tornati alla nostra musica contemporanea.
Perché avete scelto di interpretare proprio l'op.18?
Tutto il repertorio di Brahms è interessante per noi, una novità, perché non suoniamo mai i suoi quartetti d'archi.
E' un repertorio molto classico, ma penso che si incastri perfettamente nel programma prima di Schoenberg, del Verklaerte Nacht.
Quando realizzammo il progetto con il Quartetto Alban Berg suonammo i due sestetti di Brahms: l'opera 18, che suoniamo stasera, e l'opera 36 ma io preferisco l'opera 18... forse perché sto diventando sentimentale.
La Verklaerte Nacht è un vostro “pezzo storico” come sestetto, ma perché accostarla alla musica di Webern?
Per noi che eseguiamo musica contemporanea il mondo classico è questo: la musica dell'inizio del XX secolo, della seconda scuola di Vienna in particolare, ha influenzato tutta la musica che è venuta dopo.
La Verklaerte Nacht, in particolare, è un pezzo giovanile di Schoenberg, in effetti si può definire un pezzo tardo romantico, non rappresenta lo Schoenberg della maturità. Accanto abbiamo i 5 movimenti di Webern, un altro dei maestri di Vienna: è una musica molto fragile, ma non è una musica semplice, è musica chiara, trasparente.
La melodia si muove tra i musicisti che la fanno viaggiare tra i loro strumenti, non arriva al pubblico come se nascesse da un fronte unico. E' un pezzo con una trama molto trasparente e interessante.
Agisce quasi come un distillato che riesce a "ripuliere" le orecchie del pubblico. Spero proprio che succeda anche stasera.