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Views: 638 concerti, MUSICA NEL TENNIS, STAGIONE IN ABBONAMENTO

MUSICA NEL TENNIS | QUARTETTO ECHOS

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SABATO 20 GENNAIO 2018, ore 17.30 – Villa Necchi Campiglio

Quartetto Echos quartetto_milano_DQ_logoVERT350-267x300      quartetto_milano_FAI_CMYK

Andrea Maffolini violino
Ida Di Vita violino
Giorgia Lenzo viola
Martino Maina violoncello

Haydn – Quartetto in do maggiore op. 76 n. 3 “Imperatore”
Vacchi – Movimento di quartetto
Schumann – Quartetto in la maggiore op. 41 n. 3

Il Quartetto d’archi  Echos è il vincitore del Premio Franco Abbiati della Critica Musicale  italiana 2017 (per l’anno 2016). Un traguardo prestigioso per un Quartetto nato solo nel 2013 all’interno del Conservatorio di Torino, composto da musicisti uniti dalla comune passione per la musica da camera. A Torino il giovane Quartetto Echos si forma e approfondisce il repertorio: nel 2014 con Bruno Giuranna esegue il Quintetto op.111 di Brahms, nel 2015 ancora a Torino segue una masterclass  di Andras Schiff , si esibisce al Festival Mito Settembre Musica e collabora con il Trio Debussy per l’Unione Musicale. Tutte esperienze che hanno contribuito ad una sempre più approfondita formazione cameristica corroborata dal percorso di perfezionamento presso l’Accademia W. Stauffer di Cremona con il Quartetto di Cremona insieme al quale inaugura la stagione concertistica 2016 della Filarmonica Laudamo di Messina nell’Ottetto di Mendelssohn. Partecipa al progetto Le Dimore del Quartetto dal 2016.
Dopo il Quartetto per archi n. 1, Il  successivo Movimento di  Quartetto scritto nel 1999 da Fabio Vacchi (1949) ha un titolo prudente, una durata (circa 8 minuti) e una definizione più sfumate. La partitura esprime però un mondo del tutto compiuto, tant’è vero che il Quartetto successivo è stato numerato ripartendo dalla cifra 3. Un incessante flusso musicale si snoda per tutto il lavoro, benché la forma ben scandita s’intuisca al di sotto del velo. Al compositore bolognese, tra i più affermati in campo internazionale, la Società del Quartetto aveva commissionato il Quartetto per archi n. 5 in prima esecuzione nel 2010. In quell’occasione l’autore scriveva: “Sono convinto che la musica colta non possa sottrarsi al confronto con gli infiniti richiami che le provengono dall’arte e dalla vita, pena isterilirsi in un arido manierismo. Produzione attuale e interpretazione del passato e del presente devono  quindi sapersi porre in relazione con le varie stratificazioni della divulgazione musicale e artistica, aprendosi alle suggestioni esterne più interessanti, senza per questo rinunciare alle proprie specificità linguistiche, etiche, estetiche e, quindi, in ultima analisi, politiche. Nel quartetto d’archi un compositore trova il terreno più idoneo per questa ricerca di massima astrazione e massima partecipazione”.

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