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PIANISTI DI ALTRI MONDI

19 gennaio –
22 maggio 2020

Teatro Franco Parenti
Sala Grande
Bagni Misteriosi

La Società del Quartetto di Milano e il Teatro Franco Parenti
presentano

PIANISTI DI ALTRI MONDI

Dal jazz alle sonorità contemporanee

Rassegna ideata da Gianni Morelenbaum Gualberto

 

 

 


In collaborazione con

Via Pierlombardo 14

La collaborazione stretta tra il Teatro Franco Parenti e la Società del Quartetto intende proporre una nuova offerta musicale ad un pubblico più ampio di quello che tradizionalmente viene ai concerti.

Fortemente voluta da Ilaria Borletti Buitoni e da Andrée Ruth Shammah, questa rassegna si configura come un viaggio straordinario in 8 tappe affidato a 11 pianisti dal mondo. Un percorso, ideato da Gianni Morelenbaum Gualberto, che spinge a varcare frontiere geografiche, stilistiche, temporali, attraverso più linguaggi e sincretismi. Per fare la conoscenza – non senza divertimento e levità- con più mondi di grande fascino e complessità, di straordinaria varietà e vivacità. Per seguire gli sviluppi della cultura musicale accademica extra-europea, in particolar modo quella delle Americhe, dal Novecento fino ai nostri giorni.

Fra tradizione indiana, jazz e cultura afroamericana, l’improvvisazione contemporanea di VIJAY IYER 
domenica 19 gennaio, ore 11:00
Teatro Franco Parenti, Sala Grande

Un accanito indagatore della musica e delle sue comunità, procedure, storie e teorie – comitato MacArthur Genius Grant. Riconosciuto a livello internazionale, Vijay Iyer esplora a fondo elementi ritmici, melodici e strutturali traendoli da una vasta gamma di fonti e arrivando ad una musica per solista o ensemble sempre molto varia e guidata dall’improvvisazione. Una personalissima miscela di jazz, nuova musica ed elementi indiani.

Il virtuosismo contemporaneo: VANESSA WAGNER presenta oggi la musica di domani 
domenica 9 febbraio, ore 11:00
Teatro Franco Parenti, Sala Grande

Vanessa Wagner mette il suo ben noto virtuosismo al servizio di autori che hanno voluto porsi ai confini fra il linguaggio accademico e la ricchezza dei vernacoli che sincretismi e contaminazioni hanno disseminato lungo tutto il Novecento: l’inclinazione cinematografica di Michael Nyman, il lontano e poetico mondo baltico di PeterisVasks, l’ipnosi timbrica di Hans Otte, il tratto incantatorio di Meredith Monk, il trascinante sciamanesimo di Moondog, il romantico minimalismo europeo di WimMertens, lo ieratico incontro fra linguaggio accademico e l’energia dell’improvvisazione elettrica di Bryce Dessner.

Da Scott Joplin in poi: alle radici della musica popolare del Novecento con YONATHAN AVISHAI

domenica 23 febbraio, ore 11:00
Teatro Franco Parenti, Sala Grande

Pianista virtuoso e raffinato il cui talento è stato esaltato da una recente serie di incisioni per una prestigiosa etichetta come la ECM, presenta un programma sulle radici della musica popolare d’autore nel Nuovo Mondo: il ragtime del leggendario Scott Joplin e il tango brasileiro di Ernesto Nazareth, compositore al quale s’ispirarono artisti del calibro di DariusMilhaud e Heitor Villa-Lobos.

Quando la musica si fa teatro (e viceversa): lo spettacolare pianismo di LISA MOORE

domenica 15 marzo, ore 11:00
Teatro Franco Parenti, Sala Grande

Lisa Moore fa conoscere in modo spettacolare e trascinante il costante connubio fra musica e immagini, fra musica e happening teatrale, che ha caratterizzato molta produzione contemporanea attraverso pagine di Steve Reich, Philip Glass, John Adams, David Lang e della giovane ma già affermatissima Missy Mazzoli.

Le strade musicali dell’America: TIMO ANDRES

domenica 22 marzo, ore 11:00
Teatro Franco Parenti, Sala Grande

Compositore e pianista dalle doti espressive e strumentali fuori dal comune, Timo Andres ci porta al cuore della nuova musica dei nostri tempi. Capace di instaurare un dialogo con il pubblico grazie a un’ispirazione ricca e feconda, Andres è un artista senza steccati linguistici o posizioni preconcette, senza timori nei confronti di un diverso uso della tonalità, senza rifiutare una ricchezza ritmica e melodica. Philip Glass, John Adams e Nico Muhly si affiancano a compositori europei come Louis Andriessen e Donnacha Dennehy e a uno dei padri storici della musica americana, Aaron Copland. Ma anche pagine di autori che hanno saputo porsi al crocevia fra più culture e stili come Robin Holcomb, Gabriella Smith, Brad Mehldau (che molti conoscono come celebre jazzista) e Frederic Rzewski (ben noto per le sue monumentali Variazioni su El Pueblo Unido Jamás Será Vencido).

Dalla Spagna al Messico: il duende SIMON GHRAICHY svela la musica latinoamericana

domenica 29 marzo, ore 11:00
Teatro Franco Parenti, Sala Grande

Simon Ghraichy rappresenta simbolicamente e persino fisicamente lo spirito della rassegna: francese di nascita, libanese e messicano di origini, una gioventù trascorsa in Canada, studi musicali fra Parigi e Hensinki, con un programma affascinante, in cui si esplorano le radici ispaniche della musica del Nuovo Mondo. Partendo da alcune ben note composizioni di Albéniz come Astúrias, Málaga, Jerez e Eritaña, il pianista approda alla Cuba virtuosistica e post-lisztiana delle danze afro-cubane di Ernesto Lecuona, per poi soffermarsi sui ritmi caraibici di Porto Rico, così come immortalati dall’originale compositore Louis Moreau Gottschalk. In conclusione l’immaginifico e coloratissimo Messico di Arturo Márquez.

Innovazione e improvvisazione: JASON MORAN e i mille volti della musica afroamericana

domenica 5 aprile, ore 11:00
Teatro Franco Parenti, Sala Grande

Il pensatore più provocatorio del jazz contemporaneo – Rolling Stone. Jason Moran, compositore jazz pianista e artista, spalanca una finestra sulla musica improvvisata che, partendo dal jazz, è diventata uno dei principali veicoli espressivi della tradizione musicale americana, assimilando una molteplicità di materiali: dalle strutture accademiche agli echi dei song e delle canzoni popolari ai ritmi che il Nuovo Mondo ha saputo estrarre da più e diverse tradizioni.

Quattro “stelle” del jazz ricordano Charlie Parker: YARDBIRD SUITE

venerdì 22 maggio, ore 20.30
Bagni Misteriosi

Il viaggio si conclude con una festosa e coinvolgente celebrazione del jazz e di uno dei suoi profeti: Charlie Parker, leggendario sassofonista, uno dei padri del be-bop e uno fra i più influenti intellettuali del Novecento, di cui ricorre nel 2020 il centenario della nascita.
Quattro pianisti fra i più apprezzati protagonisti della scena improvvisata internazionale odierna – Dado Moroni, Aaron Goldberg, Danny Grissett e Emmet Cohen – si alterneranno, su due pianoforti a due, quattro e persino otto mani, per ricordare uno dei linguaggi che ha cambiato la storia del Novecento. Perché, come sosteneva Egon Schiele, l’Arte non può essere moderna, l’Arte appartiene all’eternità.

on Novembre 13 | by

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