Il 17 gennaio 2023, esattamente 250 anni dopo la prima esecuzione, il celebre Exsultate, jubilate del giovane Mozart torna a risuonare sotto le splendide volte di Sant’Antonio Abate a Milano. Il mottetto scritto dal giovanissimo genio di Salisburgo è inserito nel contesto della musica sacra a Milano al tempo delle visite di Mozart, con la riproposizione di importanti opere di Johann Christian Bach, Melchiorre Chiesa e del pavese Giovanni Andrea Fioroni.

 


 

PROGRAMMA

Lucernarium, Quoniam tu illuminas lucernam meam, Domine
Canto ambrosiano

Johann Christian Bach, Dixit Dominus
per soli, coro e orchestra

Wolfgang Amadeus Mozart, Offertorio Misericordias Domini KV 122
per coro e archi e continuo

Wolfgang Amadeus Mozart, Mottetto Exsultate, jubilate KV 165
per soprano e orchestra

Giovanni Andrea Fioroni, O sacrum convivium
per coro e organo

Melchiorre Chiesa, Mottetto Caelo tonanti
per alto e archi e continuo

Antiphonam ad Magnificat, Exultavit spiritus meus in Deo
Canto ambrosiano

Johann Christian Bach, Magnificat Warb E22
per soli, coro e orchestra

 


 

ARTISTI

Robin Johannsen, soprano
Carlo Vistoli, alto
Raffaele Giordani, tenore
Alessandro Ravasio, basso
Renato Cadel, Maestro della Schola Gregoriana Ghislieri

Coro e Orchestra Ghislieri
Giulio Prandi, direttore

 

Coro Ghislieri

SOPRANI: Maria Dalia Albertini, Argentieri Valentina, Nicolò Balducci*, Caterina Iora, Marta Redaelli.
ALTI: Maximiliano Baños*, Giulia Beatini, Isabella Di Pietro, Maria Chiara Gallo, Angela Hyun Jung Oh.
TENORI: Michele Concato, Raffaele Giordani, Massimo Lombardi, Simone Milesi, Roberto Rilievi.
BASSI: Matteo Bellotto, Guglielmo Buonsanti, Renato Cadel, Alessandro Nuccio, Alessandro Ravasio.

*voci concertanti

Orchestra Ghislieri

VIOLINI PRIMI: Marco Bianchi*, Marino Lagomarsino, Marco Piantoni, Renata Spotti.
VIOLINI SECONDI: Alberto Stevanin°, Abramo Raule, Elena Telò.
VIOLE: Elisa Imbalzano°, Simone Laghi.
VIOLONCELLI: Jorge Alberto Guerrero°, Andrea Rigano.
CONTRABBASSO: Mario Lisarde Beinat
ORGANO: Maria Cecilia Farina
FAGOTTO: Annamaria Barbaglia.
FLAUTI: Francesca Torri, Laura Santese.
OBOI: Paolo Grazzi, Daniele Arzuffi.

* spalla dell’orchestra

° prime parti

 


 

Il futuro sperato dal lungimirante Leopold Mozart avrebbe visto il talentuoso figliolo ottenere una piazza di maestro di cappella a Milano, capoluogo della propaggine italica dell’impero di Maria Teresa. In quest’ottica vanno lette le esperienze operistiche milanesi del giovane Amadé e i rapporti intrattenuti con il mondo musicale autoctono, che aveva non solo nella sinfonia ma anche nella musica sacra il proprio punto di forza. Il mottetto milanese Exultate, jubilate è allo stesso tempo sintesi e prodotto di una temperie artistica e culturale che vede i suoi riferimenti da una parte nella tradizione più osservata della cappella del Duomo, impersonata ai tempi di Mozart dal pavese Gianandrea Fioroni, e dall’altra nelle grandiose funzioni con musica nelle quali Giovanni Battista Sammartini ed i suoi allievi davano sfoggio delle multiformi possibilità timbriche e tecniche ottenute grazie alla sinergia dei più quotati musici con gli strumentisti più virtuosi. L’inedito Dixit Dominus e il Magnificat in Do maggiore composti da Johann Christian Bach negli anni di milanesi sono mirabile esempio di questa tipica prassi liturgico-musicale. Se la struttura del mottetto mozartiano milanese ricalca la successione di numeri impiegata da coevi maestri di cappella locali (fra i quali spicca Melchiorre Chiesa con il suo Cælo tonanti), l’eco dell’Exultate, jubilate risuonerà in città oltre lo spartiacque dell’invasione giacobina nelle partiture di musicisti di chiesa nati e formati negli anni milanesi dei Mozart.

Matteo Marni

 

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BIOGRAFIE

Robin Johannsen

Il soprano americano Robin Johannsen ha iniziato la sua carriera come giovane artista con la Deutsche Oper Berlin, dopo di che si è unita all’Oper Leipzig. Ha continuato a stabilire una carriera internazionale sia sul palcoscenico dell’opera che in concerto con una speciale inclinazione per il repertorio barocco e classico.

Si è esibita al Theater an der Wien, Festspielhaus Baden-Baden, Megaron di Atene, Staatsoper Berlin, Deutsche Oper Berlin, Hamburgische Staatsoper, Teatro Regio Torino, Staatsoper Stuttgart, Oper Frankfurt, Vlaamse Opera, Théâtre Royal de la Monnaie, Komische Oper Berlin e Bayreuth Festival.

Ha uno stretto sodalizio con René Jacobs e la Freiburger Barockorchester, ed è spesso ospite della Akademie für Alte Musik Berlin, La Cetra Basel, la Internationale Bachakademie Stuttgart, Concerto Köln, Kammerakademie Potsdam, La Folia Barockorchester e la belga B’Rock. Ha collaborato con direttori come Marin Alsop, Teodor Currentzis, Ottavio Dantone, Antonello Manacorda, Andrea Marcon, Alessandro De Marchi, Raphaël Pichon, Jérémie Rhorer, Thomas Hengelbrock, Philippe Herreweghe, Christian Thielemann, Manfred Honeck, Daniel Reuss, Ton Koopman, Nicholas McGegan, Mirga Gražinytė-Tyla e Philippe Jordan.

I suoi numerosi impegni concertistici hanno incluso esibizioni con la Filarmonica di Dresda, OSESP São Paolo, Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, Ensemble Pygmalion, Academy of Ancient Music, RIAS Kammerchor, Orchestra del XVIII secolo, NDR Hannover, Helsinki Philharmonic e Singapore Symphony, così come alla Berliner Philharmonie, Concertgebouw Amsterdam, Essen Philharmonie, Gasteig Munich, Konzerthaus Berlin, Lucerne Festival, Paris Philharmonie, Vaticano, Mozarteum di Salisburgo e Groβes Festspielhaus, Tonhalle Zürich, Elbphilharmonie, il Wiener Musikverein e Santa Cecilia a Roma.

La sua discografia è in continua crescita e ha ricevuto un Edison Classical Music Award per la sua interpretazione di Konstanze Die Entführung aus dem Serail con René Jacobs per Harmonia Mundi. Nel maggio 2014, Sony Classical (dhm) ha pubblicato il primo disco monografico di Robin, ‘In dolce amore’, una prima registrazione mondiale di arie e cantate barocche di Antonio Caldara, diretta da Alessandro De Marchi.

I recenti successi includono il debutto con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Requiem di Brahms con l’Orchestra del Mozarteum diretta da Mirga Gražinytė-Tyla, la Missa Solemnis di Beethoven e il Requiem di Mozart con l’Orchestra del XVIII secolo, la trasmissione radiofonica e televisiva della St. John’s Passion con la Bach Netherlands Society, lo Stabat Mater di Pergolesi al Concertgebouw di Amsterdam, una registrazione su CD per Harmonia Mundi con il RIAS Kammerchor e la Fairy Queen con il Concentus Musicus Wien sotto la direzione di Stefan Gottfried.

 


 

Carlo Vistoli

Carlo Vistoli intraprende lo studio del canto con William Matteuzzi e Sonia Prina nel 2007 debutta in scena nel 2012, con Dido & Aeneas. Riceve numerosi riconoscimenti in concorsi internazionali, tra cui il Premio Farinelli all’edizione 2012 del Concorso Città di Bologna e il Primo Premio al Concorso Renata Tebaldi (sezione barocca) di San Marino nel 2013. Selezionato per l’edizione 2015 di Le Jardin de Voix di William Christie, con cui collabora da allora, negli anni successivi partecipa a produzioni come Giulio Cesare in Egitto a Shanghai, Dafne di Caldara a Venezia, Agrippina a Brisbane (per la quale riceve un Helpmann Award), Erismena di Cavalli a Aix-en- Provence con Leonardo García Alarcón. Nel 2017, prende parte a una tournée internazionale con il progetto Monteverdi450 di John Eliot Gardiner. Più recentemente, citiamo Orlando furioso alla Fenice, L’incoronazione di Poppea al Festival di Salisburgo, Artaserse di Hasse a Sydney, La Finta pazza di Sacrati a Digione con Alarcón, Orfeo ed Euridice all’Opera di Roma nell’allestimento di Robert Carsen, Semele con Gardiner a Parigi, Londra, Milano (Teatro alla Scala). Nel 2021 canta Rinaldo all’Opera di Losanna e debutta come Giulio Cesare, a Basilea e Madrid, con Andrea Marcon, prende parte a La Rappresentatione di Anima et di Corpo al Theater an der Wien (con Antonini e Carsen), canta lo Stabat Mater di Pergolesi in tournée con Cecilia Bartoli, diretto da Gianluca Capuano e debutta al Bolshoi di Mosca cantando Polinesso in Ariodante. Nel corso della stagione 2021/22 si segnalano Orfeo ed Euridice alla Komische Oper di Berlin (con Bates e Michieletto) e una nuova produzione di Giulio Cesare in Egitto al Thêatre des Champs-Elysées di Parigi come Tolomeo (con Jaroussky al suo debutto come direttore d’opera e Michieletto), Xerse di Cavalli al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca e Ottone ne L’incoronazione di Poppea alla Staatsoper di Berlino. Ha registrato per Alpha, Brilliant, Erato, Harmonia Mundi, Ricercar, Soli Deo Gloria e altre etichette, e i suoi due primi recital solistici sono pubblicati da Arcana.

 


 

Raffaele Giordani

È laureato in Chimica presso l’Università di Ferrara, ma la passione per la musica lo ha spinto a intraprendere anche la formazione musicale presso il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, presso il quale ha ottenuto la laurea (con menzione d’onore) in Canto Rinascimentale e Barocco seguendo, tra gli altri, i corsi di perfezionamento tenuti da Sonia Prina.  Attualmente si perfeziona con M. Luisa Vannini.

Collabora con i migliori ensemble italiani ed europei di musica antica, tra cui: Concerto Italiano, Coro e Orchestra Ghislieri, Vox Luminis, Malapunica, Odhecaton, De Labyrintho. È stato a lungo membro de La Venexiana, mentre con il gruppo Vox Altera ha affrontato repertorio moderno e contemporaneo. È membro de La Compagnia del Madrigale fin dalla sua fondazione.

Nel repertorio solistico concertistico di epoca barocca o più tarda sono da segnalare opere quali svariate cantate ed oratori di G. F. Händel e di J. S. Bach, Combattimento di Tancredi e Clorinda, Vespro della B.V.M. di C. Monteverdi, Requiem di W. A. Mozart, Petite Messe Solennelle di Rossini, collaborando con direttori quali, tra gli altri, Rinaldo Alessandrini, Claudio Cavina, Michael Radulescu, Ottavio Dantone, Fabio Bonizzoni, Giulio Prandi, Diego Fasolis, Robert King, Jordi Savall.

Ha più volte interpretato, in numerosi festival di musica antica e stagioni operistiche teatrali europee e non (citiamo ad esempio la Tokyo Opera Hall, la Carnegie Hall di New York, il Centro Nazionale per le Arti e lo Spettacolo di Pechino o i suoi omologhi in Australia e Corea del Sud), ruoli come Pastore e Apollo, nell’ Orfeo (di particolare rilevanza la produzione data al Ponchielli di Cremona), Eurimaco, Telemaco, Anfinomo ne Il Ritorno di Ulisse in Patria, Soldato, Liberto e Lucano ne L’incoronazione di Poppea di C. Monteverdi. E’ stato Bastian in Bastian und Bastienne di A. Mozart al teatro Sociale di Rovigo, Aminta nell’ Euridice di J. Peri e Un Pastore nell’Euridice di G. Caccini (Landestheater, Innsbruck).

Ha inciso per Naïve, Glossa, Ricercar, Arcana, Harmonia Mundi, Amadeus, Stradivarius, Bottega Discantica, Tactus, Rai-Radio3, Deutsche Grammophon (direttore Claudio Abbado), Dynamic (Sedecia di G. Legrenzi, ruolo titolo), WDR, OFR e RSI.

Le sue incisioni vantano numerosi premi tra cui due Diapason d’or de l’année, tre Gramophone award, due “Choc” de l’année (Classica), il Preis der deutschen Schallplattenkritik della critica tedesca, il premio Record Academy Award della critica giapponese, due Premio del disco Amadeus, un Midem Classical Award e numerosi altri Diapason D’or e “Choc” di Classica.

 


 

Alessandro Ravasio

Nato a Bergamo, inizia gli studi musicali sin dalla prima infanzia, dedicandosi prima al pianoforte e poi al sassofono. Scopre la passione per l’opera lirica e il canto durante l’adolescenza, e inizia quindi a prendere le prime lezioni private di canto all’età di 18 anni. Si laurea in Mediazione Linguistica e decide poi di iscriversi alla Scuola Civica di Musica Claudio Abbado di Milano, dove consegue il diploma in Canto Lirico nel 2017. Dopo un inizio come artista del coro presso alcune Fondazioni Liriche quali il Teatro Donizetti di Bergamo e il Teatro Municipale di Piacenza, debutta alcuni ruoli tra cui Leporello dal Don Giovanni di W. A. Mozart, Sparafucile da Rigoletto di G. Verdi, Angelotti da Tosca di G. Puccini, e ha l’onore di cantare la parte di Talbot (Maria Stuarda – G. Donizetti) in concerto con Mariella Devia al Teatro Sociale di Bergamo nel novembre 2018.

Parallelamente, scopre il repertorio barocco durante una masterclass tenuta da Gemma Bertagnolli, al termine della quale debutta il ruolo di Strabone nella prima esecuzione in tempi moderni de La Vedova Ingegnosa di G. Sellitti. Inizia quindi a collaborare con alcuni ensemble quali Micrologus, Concerto Romano, Coro Ghislieri, Accademia d’Arcadia, Canto d’Orfeo, laBarocca, Fantazyas e la Cappella Musicale di S. Maria Maggiore e si esibisce come solista in diverse produzioni come la Johannes-Passion (Gesù e arie), la Kaffeekantate (Schlendrian) e la Cantata BWV 61 di J. S. Bach, Dixit Dominus, Messiah e Aci, Galatea e Polifemo (Polifemo) di G. F. Händel, Orfeo (Plutone e Caronte) di C. Monteverdi, La Rappresentatione di Anima et di Corpo (Tempo) di De Cavalieri, Arminio (Segesto) di A. M. Bononcini, Ester (Testo) di A. Stradella, L’Empio Punito (Atrace) di A. Melani, e Nelsonmesse di J. F. Haydn. Tra i direttori con cui ha lavorato figurano Rinaldo Alessandrini, Alessandro Quarta, Gianluca Capuano, Antonio Greco, Lorenzo Ghielmi, Giulio Prandi e ha avuto l’opportunità di esibirsi in importanti festival e sale da concerto come Purtimiro (Lugo), Monteverdi Festival (Cremona), Anima Mundi (Pisa), Amuz (Anversa), Valletta Baroque Festival, Bologna Festival, Misteria Paschalia, Concertgebouw, De Singel, Philarmonie de Paris. Ha anche all’attivo alcune registrazioni per Dynamics (F. Cavalli, Vespro della Beata Vergine e Cavalli – Hymns and Psalms), Passacaille (G. Frescobaldi – Organ Works and motets), Arcana (A. Grandi – Celesti Fiori), Brilliant Classics (Melani: Concerti spirituali) e Pentatone (C. Monteverdi – Il delirio della passione).

 


 

Renato Cadel

Baritono, liutista e gregorianista, Renato Cadel si è laureato con lode in Liuto al Conservatorio di Pavia sotto la guida di Massimo Lonardi, e in Canto al Conservatorio della Svizzera Italiana con Luisa Castellani. Ha approfondito la sua formazione strumentale e vocale con Michele Pasotti e Christian Senn. Ha studiato Polifonia rinascimentale alla Scuola Civica di Musica di Milano e Canto gregoriano presso l’A.I.S.C.Gre. Accanto agli studi musicali, si è laureato con lode in Filosofia all’Università di Pavia. Ha fondato e dirige la Schola Gregoriana Ghislieri ed è membro del Quartetto di Liuti da Milano. Collabora con vari ensemble, fra i quali Accademia d’Arcadia (A. Rossi Lürig), Coro e Orchestra Ghislieri (G. Prandi), Cremona Antiqua (A. Greco), Erato Choir (D. Ribechi), La Fonte Musica (M. Pasotti), La Venexiana (G. Palomba), Vox Àltera (M. Pascucci). Ha inoltre preso parte a progetti sotto la direzione, tra gli altri, di R. Adami, A. Bernardini, O. Dantone, A. De Marchi, E. Egüez, A. Florio, F. Luisi, N. McGegan, E. Onofri, T. Koopman e F.M. Sardelli. Come interprete di musica contemporanea, ha cantato delle prime esecuzioni di C. Boccadoro, A. Donati, F. Hoch, F. Perotti e V. Zago. Ha preso parte ad allestimenti operistici e spettacoli teatrali per la regia di A. Cigni, G. Giuntini, V. Malosti e P.L. Pizzi. Tra i contesti in cui si è esibito come solista o direttore si ricordano: Bologna Festival, Cantar di Pietre (Svizzera), Copenhagen Renaissance Music Festival, DeSingel (Anversa), Festival d’Ambronay (Francia), Festival Grandezze e Meraviglie (Modena), Het Concertgebouw (Amsterdam), LAC (Lugano), MAfestival (Brugge), Milano Arte Musica, Monteverdi Festival (Cremona), Oude Muziek (Utrecht), Sala Cecília Meireles (Rio de Janeiro), Tage Alter Musik (Herne), Wiener Konzerthaus (Vienna), Wunderkammer (Trieste). Ha inciso per Amadeus, Arcana – Outhere, Brilliant Classics, ClassicVoice, Concerto Classics, Glossa, Sony-DHM e Tactus. Svolge attività didattica e divulgativa riguardo al Canto gregoriano, collaborando con istituzioni come il Conservatorio di Milano, il Museo della Certosa di Pavia e Radio Televisión Española.

 


 

Giulio Prandi

Giulio Prandi si diploma in Direzione d’orchestra sotto la guida di Donato Renzetti, dopo aver studiato Composizione con Bruno Zanolini e Musica Corale e Direzione di coro con Domenico Zingaro al Conservatorio G. Verdi di Milano. È inoltre diplomato in Canto e laureato in Matematica. Direttore d’orchestra e di coro, stimato ricercatore a cui si devono riscoperte importanti nel campo della musica vocale del Settecento italiano, matematico, divulgatore instancabile, direttore artistico e fondatore di Coro e Orchestra Ghislieri, dirige regolarmente nei maggiori festival e sale da concerto d’Europa: Philharmonie Berlino, Concertgebouw Amsterdam, Teatro alla Scala, Bozar Bruxelles, Festival d’Ambronay, Vézelay e Bésançon, Oude Muziek Utrecht, Festival Enescu di Bucarest, Internationale Händel-Festspiele Göttingen, MITO SettembreMusica, Festival Monteverdi di Cremona, Stresa Festival, Misteria Paschalia, Wratislavia Cantans e molti altri. È regolarmente invitato come direttore per opere e concerti da Istituzioni quali Fondazione Arena di Verona, Teatro Carlo Felice di Genova, Filarmonica Toscanini di Parma, Cameristi della Scala, Opéra d’Avignon e di Saint-Etienne.

Animato dalla passione per il repertorio vocale e sacro italiano del XVIII secolo, fonda nel 2003 Coro e Orchestra Ghislieri, alla guida del quale è regolarmente presente sulla scena musicale internazionale. Nel 2019 è Artista in residenza del Festival Oude Muziek di Utrecht, dedicato quell’anno al repertorio napoletano.

È direttore artistico del Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri di Pavia, insignito del Premio Abbiati 2019 della Critica Musicale Italiana quale “miglior iniziativa musicale”. Svolge una costante attività di ricerca, che negli anni lo porta alla riscoperta di numerose opere rare o inedite di autori quali Galuppi, Jommelli, Perez, Perti, Durante, Astorga, Leo. Si dedica inoltre con continuità alle grandi opere di Vivaldi, Pergolesi, Händel, Johann Michael Haydn, Joseph Haydn, Mozart e Rossini.

Pubblica per Arcana – Outhere Music nel 2018 un volume dedicato a due inediti Pergolesiani, la Messa in re maggiore e il Mottetto Dignas Laudes, e nel 2020 il Requiem di Niccolò Jommelli; entrambi i dischi hanno ricevuto il Diapason d’Or e numerosi altri riconoscimenti internazionali. Con la Petite messe solennelle di Rossini, incisa con strumenti storici e un cast d’eccezione nel 2021, vince il prestigioso International Classical Music Awards 2022 come migliore incisione discografica nella sezione “Choral”. È in uscita nel 2023 un nuovo volume dedicato al repertorio sacro milanese intorno al celebre motteto Exsultate, jubilate di Mozart, con opere inedite di Johann Christian Bach, Melchiorre Chiesa e Gianandrea Fioroni.

Realizza dal 2010 al 2016 per Sony – Deutsche Harmonia Mundi una serie di dischi dedicati ai frutti delle sue ricerche su Baldassarre Galuppi, Niccolò Jommelli e Davide Perez, oltre a un volume live incentrato sulla produzione romana di Händel. Pubblica inoltre tre dischi dedicati a Perti, Jommelli e Händel (Dixit Dominus Messiah) sulla rivista italiana Amadeus, che nel 2017 gli dedica la copertina del numero celebrativo del 25° anniversario.

Oltre ai numerosi concerti in Italia e in Europa col Ghislieri, tra cui il debutto per la Società del Quartetto di Milano, si ricordano, tra gli impegni del 2022 e 2023, l’Orlando furioso di Vivaldi con la regia di Fabio Ceresa al Teatro Filarmonico di Verona per la stagione lirica della Fondazione Arena, una nuova produzione de Les Incas du Pérou di Rameau per la Sagra Malatestiana al Teatro Galli di Rimini con la Filarmonica Toscanini e la regia di Anagoor, un gala rossiniano con Olga Peretyatko all’Opéra d’Avignon e una nuova produzione di Andromaque di Grétry all’Opéra de Saint-Etienne. A maggio 2023 debutterà al Teatro alla Scala di Milano alla guida dei Cameristi della Scala, in un programma su Pergolesi, Durante e Vinci con la partecipazione di Coro Ghislieri.

 


 

Coro e Orchestra Ghislieri

Gruppo in residenza permanente al Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri di Pavia, è considerata una della realtà italiane più originali nel campo della musica storicamente informata.

La profonda passione del suo direttore Giulio Prandi per il repertorio sacro italiano del XVIII secolo, sostenuta e condivisa dai musicisti che ne fanno regolarmente parte, unita alla visione progettuale della Fondazione Ghislieri ha consentito di sviluppare negli anni un progetto unico nel suo genere: far rivivere nel mondo contemporaneo il modello delle grandi Cappelle musicali del Settecento e riscoprire, a fianco dei capisaldi del repertorio barocco e classico, gli straordinari capolavori dimenticati di grandi autori italiani quali Perez, Jommelli, Galuppi.

Un approccio calorosamente apprezzato dalle platee dei molti festival specialistici e delle più prestigiose sale da concerto europee presso le quali ogni anno il gruppo torna ad esibirsi. Tra queste si ricordano: BOZAR Bruxelles, Internationale Händel-Festspiele Göttingen, George Enescu Festival di Bucarest, Auditorium di Lyon, Arsenal di Metz, Oude Muziek Utrecht, Valletta International Baroque Festival, Festival di Besançon, Festival d’Ambronay, Festival de La Chaise-Dieu, Opéra de Rouen, Fondation Royaumont, De Singel e AMUZ ad Anversa, MAfestival Bruges, MITO Settembre Musica, Stresa Festival, Festival Monteverdi di Cremona, Festival Pergolesi-Spontini di Jesi.

Nel 2018 ha celebrato il suo quindicesimo anniversario con il debutto al Concertgebouw di Amsterdam, a gennaio, e alla Philharmonie di Berlino, a novembre, nella stagione dei Berliner Philharmoniker. È tornando quindi ad esibirsi nuovamente al Concertgebouw nel 2019, dove in novembre ha ricevuto una trionfale accoglienza per l’esecuzione di un programma con Sandrine Piau che accostava il Requiem di Jommelli al Requiem K626 di Mozart.

A seguire la prima residenza del Coro al Festival di Valle d’ Itria con tre importanti produzioni concertistiche. Il gruppo è successivamente tornato di nuovo all’estero insieme a Sandrine Piau con un programma di musiche veneziane al Rencontres Musicales de Vézelay, e Wratislavia Cantans. Gran finale del 2021 è stato il ritorno nella prestigiosissima sala di Anversa, De Singel con il Requiem di Jommelli, e i Vesperae solennes de confessore di Mozart.

Dopo l’album di debutto per la rivista Amadeus, l’ensemble ha realizzato una serie di dischi per Sony – Deutsche Harmonia Mundi dedicata agli autori più rappresentativi del costante lavoro di ricerca sul repertorio. Nel 2018 inizia la collaborazione con l’etichetta Arcana – Outhere Music con la pubblicazione di un nuovo volume dedicato a Pergolesi, che ha ricevuto il prestigioso premio Diapason Découverte. Nel 2020 è uscito il nuovo disco del gruppo dedicato al Requiem di Jommelli vincendo il ‘Diapason d’or’, il ‘Crescendo Découverte’, e la nomination per il Bestenlisten in ‘Chor und Vokalensemble’, e l’ ‘Alte musik vokal/instrumental’ per il Deutschen Schallplatten Kritik . Ultima incisione discografica, fatta durante il lockdown, la Petite Messe solennelle di G. Rossini studiata sull’ edizione critica di Davide Daolmi, ed eseguita sui pianoforti storici che ha vinto l’ International Classical Music Award 2022 nella sezione ‘’Choral’’.

Le sezioni maschili di Coro Ghislieri costituiscono le voci della Schola Gregoriana Ghislieri, formazione vocale dedita alla tradizione rinascimentale e barocca del canto gregoriano. La Schola, fondata e diretta da Renato Cadel, e prende parte regolarmente ai progetti di Coro e Orchestra Ghislieri per valorizzare la natura liturgica della musica sacra e per approfondire il rapporto che lega il contrappunto vocale alla monodia. Il gruppo collabora inoltre con l’organista Maria Cecilia Farina, con la quale svolge un appassionato lavoro di ricerca sulle radici gregoriane di diversi repertori organistici.