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#Memories: ricordando Emmanuelle Haïm e Arthur Rubinstein

Emmanuelle Haïm

In questi giorni di emergenza vi abbiamo chiesto di raccontarci il momento più emozionante che ricordate legato alla nostra Società, la nostra casa musicale dal 1864.

Abbiamo già pubblicato le testimonianze di Luigi e Sandro relative allo storico concerto di Maurizio Pollini. Luca e Giovanni ci hanno invece consegnato un ricordo di Alfredo Amman, Presidente del Quartetto dal 1982 al 1987.

Oggi cominciamo con la testimonianza di Giovanna Marziani Longo, socio benemerito dal 2009.

«Mi sono iscritta per la prima volta alla Società del Quartetto di Milano quando facevo il secondo anno di università e ho ricevuto il titolo di socio benemerito nel settembre 2009. Ho provato una forte emozione poco tempo fa a un concerto trovandomi accanto ai miei due figli e a un nipote: tre generazioni insieme!». 

Un altro ricordo è quello di Emilia Bionda, particolarmente legata a un’esecuzione del Messiah di Händel. «Ho 53 anni, vivo sul Lago Maggiore ma sono nata e ho vissuto a Milano fino al 1996, anno in cui mi sono sposata. La Società del Quartetto si può dire faccia parte della mia vita come le realtà più preziose: fin da giovanissima con i miei genitori e poi negli anni meravigliosi dell’università, mi sono nutrita anche degli indimenticabili concerti del Quartetto.
Un ricordo su tutti? Un Messiah di Händel diretto da Emmanuelle Haïm, non ricordo l’anno: avevo portato anche i miei tre figli (il più piccolo aveva allora 10 anni) e ne ho un ricordo splendido. Un abbraccio a tutti!».

Infine Rosalia Manenti, condivide la sua speciale emozione nell’aver ascoltato un gigante come Rubinstein. «Questa emergenza ci ha costretto a fermarci, a porci delle domande, a riflettere su cosa è stata la nostra vita. La mia vita è stata tutta all’insegna della musica e la Società del Quartetto mi ha accompagnato sempre offrendomi l’opportunità di ascoltare dal vivo interpreti quali Arthur Rubinstein, Rudolf Serkin, Mstislav Rostropovič, Svjatoslav Richter e l’elenco potrebbe continuare, oltre a formazioni cameristiche e orchestrali di grande prestigio. In particolare conservo l’emozione che provai quando ascoltai per la prima volta Rubinstein, pianista in grado di trasmettere una gioia e un grande amore per il suo pianoforte. L’iscrizione al Quartetto nel 1968 fu il regalo che ricevetti in occasione del superamento dell’esame di Storia della musica presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano. E da allora il Quartetto è entrato nella mia vita. Ricordo che solo i soci potevano assistere ai concerti e per me avere l’abbonamento era un motivo di vanto.

Questa grande e prestigiosa società, fiore all’occhiello della città di Milano, ha una storia di oltre 150 anni e lungo questo percorso ha affrontato e superato guerre, gravi crisi ma si è sempre rialzata perché la musica ha grandi poteri. Certamente anche in questo frangente il Quartetto ritornerà a regalarci i suoi splendidi concerti.
Grazie infinite alla Società del Quartetto che ha riempito la mia vita di musica!».

Se volete inviarci le vostre testimonianze scriveteci a info@quartettomilano.it
 

Immagine di copertina Emmanuelle Haïm

 

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