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Playlist, Monica Bacelli

Monica Bacelli

LA PLAYLIST DI MONICA BACELLI

Proseguono le nostre playlist d’autore con i suggerimenti di Monica Bacelli, mezzosoprano italiano conosciuto in tutto il mondo. 9 consigli che spaziano dalla classica al pop, dalla lirica all’ultima frontiera del rap romano! Uno splendido calderone musicale che inizia con Joni Mitchell e finisce con Schumann e Ravel, passando per Rancore e tha Supreme. Buon ascolto!

 

1) Joni Mitchell – Hejira, Blu Motel Room (1976)
Una delle cantautrici che ho tanto ascoltato prima della formazione in conservatorio, grandissima artista! Questo album è stato scritto in viaggio ed ha tanto del ritmo e dei temi del viaggiare. Nel gruppo di musicisti c’è Jaco Pastorius, uno dei bassisti più bravi di tutti i tempi: il suo tocco in contrappunto discreto con la voce crea atmosfere particolarissime e irripetibili.

 

2) Mafalda Favero, Lodoletta, Mascagni (1940) – “Flammen perdonami”
La parola cantata è così suggestiva, straziante, commovente; questo era il canto in quegli anni. Ora mi sembra che abbia perso il suo significato nell’esaltazione un po’ troppo esteriore del suono a discapito dell’intenzione del testo.

 

3) José Van Dam, Don Chichotte, Jacques Ibert
Belga, ha cantato il francese meglio dei francesi. Dopo l’ultimo brano del ciclo cameristico di  Ibert e l'”Ah…” conclusivo, così come cantato da Van Dam, si vorrebbe morire di struggimento per Don Chichotte.

 

4) Arnold Schönberg, Streichquartett op. 10 n. 2, Entrückung
Il quarto movimento di questo quartetto bellissimo ha un testo di Stefan George: un testo estraniante. Vi è descritta la sensazione di essere risucchiati dallo spazio verso l’alto, oltre l’atmosfera terrestre in balia di “un vento di altri pianeti” e nella salita guardare con distacco la terra e le cose quotidiane allontanarsi, per poi fondersi in luce alla fine.
La musica aderisce perfettamente al testo, anzi lo arricchisce di immagini…
La versione del Brindisi String Quartet e Christiane Oelze è inarrivabile (1994).

 

5) Cathy Berberian, Recital I for Cathy (1971)
All’interno di un contenitore orchestrale, che collega e fa da sfondo, confezionato magistralmente da Luciano Berio, la sublime e indimenticabile Cathy ci guida attraverso una delirante, ironica, drammatica, fantasiosa, immaginifica indagine-riflessione sul repertorio della classicità e sulla musica in generale. Di lei in ogni caso va ascoltato tutto.

 

6) Rancore, Arlecchino – tha Supreme, blun7 a swishland
Il rap romano di oggi: giovanissimi autori costruiscono testi ricchissimi di immagini frammentando e ricomponendo una lingua italiana poetica, una prosa artistica che, tra mito classico e vita quotidiana di borgata nel primo caso, tra espressioni gergali delle ultime generazioni e invasivo inglese mediatico nel secondo, sembra tanto più rinnovata, espressiva e ricca. Il tutto all’interno di una struttura ritmica, metrica complessissima e mai banalmente ripetitiva.

 

 

8) Schumann – Gedichte der Königin Maria Stuart Op. 135
L’ultimo ciclo liberistico di Schumann prima di essere definitivamente internato. I testi, non originali della Stuart, ma come se lo fossero, ci raccontano di una vita solitaria e senza luce. Illuminanti, le due puntate di “Lezioni di musica” su radio3, dedicate all’intero ciclo e curate da Alessandro Solbiati.

 

9) Ravel – L’Enfant et les sortilèges
Uno dei capolavori di tutti i tempi!
Comodamente sdraiati sul divano, chiudiamo gli occhi ed entriamo nel mondo fantastico che Colette e Ravel ci servono per vivere le avventure, o meglio le disavventure di una specie di Gianburrasca francese con gli strani amici che popolano la sua casa e il giardino. Una splendida versione è quella di Ernest Ansermet alla direzione dell’Orchestre de la Suisse Romande(1954) e un gruppo di bravissimi cantanti tra cui Suzanne Danco.

 
 
Se avete piacere di scoprire le nostre playlist d’autore vi rimandiamo a quelle di Simone RubinoFederica FracassiGiovanni GnocchiBarnaba Fornasetti, Alessandro TavernaGloria Campaner e Elio.
 
 
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