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L’importante è suonare

L’importante è suonare

Vi ricordate i quattro virtuosi del trombone che l’anno scorso hanno animato il centro di Milano con un flashmob “itinerante” in Piazza del Duomo, Castello Sforzesco e City Life? Quest’anno tornano protagonisti della nostra Festa della Musica, il 21 giugno alle ore 21.00, con il debutto di Ground, da Verdi ai Beatles. Insieme a loro, sul palcoscenico dei Bagni Misteriosi, Anna Maria Sarra, Biagio Zoli e Andrea Giuffredi, per un viaggio musicale fuori dall’ordinario dalla classica al pop.

Come avete affrontato la quarantena e in generale quest’anno di stop per gli spettacoli dal vivo?

È stato un anno difficile per noi, abbiamo condiviso con tutti gli artisti lo stop quasi totale degli spettacoli. La nostra, forse, è stata una quarantena ancora più triste e ricca di preoccupazione a causa del picco della pandemia verificatosi a Brescia. Oltre al disappunto di vedere lo spettacolo dal vivo fermo, siamo stati in ansia per le nostre famiglie e gli amici. Brescia ha pagato un conto molto alto.

Che emozione provate nel tornare al Quartetto? Che ricordo avete dell’esperienza dello scorso anno?

Fantastico! Lo scorso anno la festa ha coinciso con il tentativo di ripresa dopo la prima ondata pandemica. Fu l’inizio di un’intensa estate di studio e di nuovi progetti che comunque siamo riusciti a portare a termine.

Cosa pensate possa rappresentare quest’anno la Festa europea della musica?

Una festa vera, ricca del significato originale. Vogliamo mandare questo messaggio: noi ci siamo, ci siamo sempre stati. Per noi musicisti è stato un sacrificio continuare a far musica senza pubblico, componente essenziale della nostra attività. Vediamo questa festa quasi come un invito alla partecipazione diretta a tutti quelli che amano la musica e le arti e che vogliono far rinascere il paese.

Prenderete parte a un nuovo progetto che vede l’unione di molteplici repertori musicali. Cosa ne pensate? Sono più i punti di contatto o le differenze? 

Per noi non conta il tipo di musica che suoniamo ma quello che riusciamo a dare mentre suoniamo. Il pubblico lo avverte, è un nostro punto di forza. Ci dicono che nelle nostre esibizioni c’è sempre quella particolare sonorità che deriva non solo dal rapporto artistico ma anche dalle nostre comuni passioni ed esperienze. Siamo abituati a mischiare, abbiamo un repertorio ampio e una sensibilità musicale abbastanza allargata. Noi, oltre la classica, amiamo e facciamo musica contemporanea e colonne sonore. Cerchiamo di rendere onore alle possibilità straordinariamente ampie dei tromboni proponendo generi diversi. La musica deve essere fatta bene, se poi ci sono programmi più divertenti con omaggi al pop o al rock ben venga. L’importante è suonare bene!

Quali sono i vostri prossimi impegni in calendario? 

Sarà un’estate ricca di concerti, una trentina! Inizieremo con la vostra Festa della Musica, poi fino a settembre alterneremo i nostri nuovi programmi: Equale, #street e Pari siamo!  In mezzo, le nostre masterclass nella quiete dell’Appennino.

Scopri tutte le info su Ground, da Verdi ai Beatles 

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